Farmacie sotto pressione: «Ma il sistema regge bene»

Di Giuseppe (presidente Ordine): «Prova di disponibilità e capacità di risposta» Spazi dedicati e prenotazioni per evitare la calca. Le richieste ancora in crescita
TERAMO . La cosa al tampone mette a dura prova le farmacie, ma ne esalta anche la funzione di presidio sanitario sul territorio. È il doppio effetto dell’esponenziale aumento dei test anti-Covid scatenato, sotto le feste, dalle nuove disposizioni del Governo sul contenimento del contagio, ma dall’esigenza anche dei vaccinati di avere un responso rapido in vista di incontri allargati con parenti e amici. Davanti all’ingresso di ogni farmacia dalla vigilia di Natale in poi si sono formate file che non accennano a diminuire con il passare dei giorni. Il sistema, però, ha retto.
IN PRIMA LINEA
La risposta degli iscritti è stata molto positiva, sia in termini di adesioni alla campagna per l’organizzazione, secondo il presidente dell’Ordine Silvio Di Giuseppe. «I farmacisti hanno dimostrato massima disponibilità», sottolinea, «e capacità di affrontare una situazione comunque delicata». Da metà ottobre, quando a richiedere i tamponi erano solo i lavoratori non vaccinati, al periodo delle feste, coinciso con l’ennesima ondata di contagi, le farmacie hanno dovuto affrontare un incremento progressivo e massiccio delle richieste. «L’aumento è tutt’ora costante», spiega Di Giuseppe, «e va considerato anche che, nei primi giorni dell’anno, sono riprese anche le attività ordinarie». In linea con quanto disposto dal protocollo regionale le farmacie hanno organizzato spazi appositi per la somministrazione dei test, attivando una serie di misure di protezione della clientela. «L’adesione è stata altissima», tiene a evidenziare il presidente dell’Ordine, «e alcuni colleghi hanno scelto anche di somministrare anche i vaccini, aggiungendo un’altra attività importante alla lotta alla pandemia». Le farmacie, insomma, hanno raccolto la sfida posta dall’emergenza, ottenendo il pieno riconoscimento come «presìdi sanitari fondamentali».
L’IMPENNATA IN CITTà
«La domanda dei tamponi è esplosa: la gestiamo con rigidità, lavorando solo su prenotazione». Così Pierpaolo Di Michele della farmacia di Colleparco a Teramo commenta l’andamento dei test. La curva si è impennata da Natale «sia perché le persone volevano stare più tranquille in occasione delle festività da trascorrere con i familiari, sia perché le nuove disposizioni permettono, a chi ha avuto un contatto con un soggetto positivo, di potersi rivolgere alle farmacie che ora si occupano anche degli accertamenti di fine quarantena», aggiunge il dottor Di Michele. La farmacia del popoloso quartiere è chiamata a rispondere a un numero elevato di richieste di tamponi «ma per motivi organizzativi e sanitari abbiamo scelto di effettuarli solo su prenotazione, cercando di andare incontro alle necessità dei clienti e di contenere per questo i numeri dei test giornalieri».
LA SITUAZIONE SULLA COSTA
Farmacisti sotto pressione per i tamponi Giulianova. A confermarlo è Alessia de’ Finis della farmacia Fiammetta Ielo del Lido. «Siamo molto stanchi», ammette, «abbiamo iniziato con i tamponi prima delle feste, continuando con il controllo di eventuali contagi tra Natale e Capodanno. Ci siamo organizzati e attrezzati con locali aerati ed evitando contatti tra persone da sottoporre al test chi invece ha necessità diverse. Per questo abbiamo attivato subito una fila dedicata. Ci sono stati picchi, ma siamo riusciti a rendere il servizio in breve tempo, evitando la calca. È stata una situazione imprevedibile, ma speriamo di uscirne al più presto».
(hanno collaborato
Veronica Marcattili
e Alfonso Aloisi)
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