Fatte schiave con riti voodoo: sei arresti

21 Luglio 2019

La polizia smantella organizzazione che gestiva la tratta di ragazze nigeriane: i soldi usati per finanziare Boko Haram

TERAMO. La storia si ripete sulla Bonifica del Tronto, venti chilometri di strada tra il Teramano e l’Ascolano dove la prostituzione è soprattutto tratta di nigeriane, mercato illegale di vite che per volume d’affari è dietro solo al traffico di stupefacenti e d’armi. Con i riti voodoo ad annientare vite, le maman a segregare giovani connazionali arrivate in Italia sui gommoni con la promessa di un lavoro e i soldi incassati dagli sfruttatori inviati in patria per finanziare i fondamentalisti di Boko Haram. Perché è in questa ultima evoluzione delle organizzazioni criminali la chiave di lettura della maxi operazione portata avanti dalla squadra mobile teramana con sei ordinanze di custodia cautelare (una ancora da eseguire) nei confronti di cinque donne nigeriane e di un teramano.
Le prime sono accusate di tratta di essere umani, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nei confronti di 12 ragazze. L’uomo, proprietario e comproprietario di due degli appartamenti occupati dalle ragazze, è accusato di favoreggiamento della prostituzione. Secondo la polizia in alcune occasioni avrebbe accompagnato le ragazze e in altre avvisato della presenza delle forze dell’ordine. In carcere sono finite Elizabeth Rashidat Solomon, 41 anni; Vera Obanor, 44 anni; Succes Adam, 32 anni e Kate Osazuwa, 35 anni (le prime tre residenti a Martinsicuro e l’ultima a Monsampolo nell’ascolano, tutte in regola con il permesso di soggiorno). Ai domiciliari il teramano Gerardo Di Sabatino, 52 anni. L’indagine nata dalla denuncia di una giovane donna è durata un anno.
Inizialmente avviata dalla Procura teramana (pm Stefano Giovagnoni), l’inchiesta è subito passata proprio per il tipo di reati alla Procura distrettuale antimafia dell’Aquila con il fascicolo assegnato al pm David Mancini uno dei magistrati più preparati nei reati di tratta e in questa veste per anni collaboratore dell’Osce, l’organizzazione per la sicurezza e cooperazione in Europa, nel settore del contrasto alla criminalità organizzata ed alla tratta di persone, nonché sulla tutela dei diritti umani delle vittime.
Nei racconti della ragazza l’orrore del viaggio dalla Nigeria fino a Tripoli, poi la traversata in gommone lungo la rotta mediterranea, l’arrivo in Italia con la promessa di restituire quei 30mila euro anticipati dall’organizzazione per il viaggio e l’inferno della strada con la minaccia dei riti voodoo a colpire lei e la sua famiglia di origine. Con tanto di riti che le ragazze dicono affidate ad un uomo anziano chiamato Witch Doctor. In realtà esponenti di organizzazioni criminali che gestiscono traffici di vite umane con le vittime diventate fantasmi senza nomi e senza diritti. Le indagini, portate avanti dalla squadra mobile diretta da Roberta Cicchetti, non sono ancora concluse: dopo gli arresti ci sono altri accertamenti in corso. E non solo nel Teramano.
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