Favori a un parente: Mariotti condannato per abuso d’ufficio

26 Giugno 2015

Otto mesi all’ex dirigente comunale del settore urbanistica finito sotto processo per un piano di lottizzazione

TERAMO. E’ al termine di una lunga istruttoria dibattimentale, con tanto di perito nominato dalla corte dopo le consulenze di accusa e difesa, che in primo grado il tribunale condanna ad otto mesi l’ex dirigente del settore urbanistica Stefano Mariotti imputato di abuso d’ufficio. E’ con questa ipotesi di reato, infatti, che la procura (il pm Silvia Scamurra) ha chiesto ed ottenuto il processo per il professionista accusandolo «di non essersi astenuto in presenza di un interesse di un prossimo congiunto all’adozione/omissione di atti d’ufficio».

In particolare nell’inchiesta si fa riferimento a un tecnico progettista di un piano di lottizzazione presentato da due società nella zona di Villa Mosca, tecnico cugino del professionista. Il collegio (presidente Flavio Conciatori, a latere Franco Tetto e Enrico Pompei), ha, inoltre, disposto il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione per l’altro reato contestato: aver omesso di adottare l’ordinanza di demolizione.

Il pm Scamurra, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto una condanna ad un anno e quattro mesi. I fatti contestati risalgono in un periodo compreso tra il 2005 e il 2010.

Per la procura Mariotti, così si legge nel capo d’imputazione, «approvava con una mera determinazione dirigenziale, in violazione delle prescrizioni della legge regionale, un progetto di variante al piano di lottizzazione ricognitivo pur consapevole del fatto che tale proposta di variante avrebbe dovuto sottoporsi al vaglio dell’assemblea comunale tanto più che, – apportando modifiche all’assetto viario, ai servizi e alle attrezzature pubbliche e riducendo significativamente le superfici aventi destinazione urbanistica di attrezzature scolastiche – avrebbe comportato altresì una variante al Prg».

E, sempre secondo quanto sostenuto nel capo d’imputazione, il dirigente «formulava proposta favorevole al rilascio del permesso di costruire con sanatoria dei lavori abusivamente realizzati nell’ambito del procedimento avviato dallo Sportello Unico per l’edilizia su istanza delle società lottizzanti e così inducendo in errore il dirigente dello Sportello unico per l’edilizia sulla conformità delle opere abusive da sanare con la normativa e gli strumenti urbanistici vigenti al tempo della relativa realizzazione e della domanda, determinava il permesso di costruire in sanatoria per opere di urbanizzazione, realizzazione strada e muro di sostegno pur non sussistendone i presupposti di legge e, in particolare, la cosiddetta doppia confornità degli interventi edilizi realizzati sine titulo alla normativa e agli strumenti urbanistici vigenti sia al tempo della relativa esecuzione sia al tempo della richiesta di sanatoria (trattandosi di lavori che, apportando modifiche all’assetto viario, ai servizi e alle attrezzature pubbliche e riducendo significativamente le superfici aventi destinazione urbanistica di attrezzature scolastiche, si ponevano in contrasto con le previsioni del Prg comunale e con quelle del piano di lottizzazione originariamente approvato)». Mariotti era difeso dall’avvocato Pietro Referza. Le motivazioni della sentenza sono previste tra novanta giorni.(d.p.)

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