«Favori per la casa dell’ex assessore»

6 Luglio 2018

Il finanziere in aula: il marito della Mastropietro ebbe l’incarico di eseguire i lavori prima del permesso di costruire

TERAMO. Quasi sei ore in un’aula di tribunale a ricostruire due anni di indagini complesse e sfaccettate come raccontano i 43 faldoni messi insieme dalla Procura. La cronaca della nona udienza del processo Castrum su un presunto giro di appalti e mazzette è quella di una mattinata che scivola nel pomeriggio con la lunghissima audizione del maresciallo Massimo Continenza, uno dei finanzieri del nucleo di politica economica e finanziaria del comando provinciale che hanno seguito l’inchiesta. Rispondendo prima alle domande dei pm e poi a quelle dei difensori, mette insieme una certosina ricostruzione dei tanti elementi d’accusa entrati nel processo tra intercettazioni e perquisizioni.
Tra i tanti quello che riguarda la costruzione dell’immobile dell’ex assessore comunale di Giulianova Nello Di Giacinto (uno dei 12 imputati) con i lavori affidati all’impresa Rima di Stefano Di Filippo, il marito della dirigente comunale ora sospesa Maria Angela Mastropietro. Secondo le accuse dei pm Andrea De Feis e Luca Sciarretta l’affidamento dei lavori alla Rima – per un importo di circa 200mila euro – sarebbe stata la contropartita offerta da Di Giacinto alla Mastropietro in cambio del permesso di costruire. Dice il finanziere a questo proposito: «C’erano accordi prima del permesso di costruire. Il contratto di appalto tra Di Giacinto e la ditta Rima viene firmato due giorni prima il rilascio del permesso di costruire firmato dalla Mastropietro». Secondo l’accusa contestata dalla Procura una volta iniziato il cantiere la Mastropietro avrebbe fatto indebite pressioni sull’acquedotto del Ruzzo affinché autorizzasse lo smaltimento delle acque di cantiere nelle condotte a mare (di questo si parlerà nella prossima udienza con l’audizione di testi del Ruzzo). Nella sua ricostruzione il maresciallo tocca tutti gli aspetti dell’inchiesta: i rapporti tra i fratelli imprenditori Scarafoni e la Mastropietro dall’inizio fino all’interruzione, la lottizzazione del Lido delle Palme, l’appalto del campo Castrum, i lavori nell’ex ospedaletto di corso Porta Romana. Una testimonianza di cui l’avvocato Gennaro Lettieri, uno dei difensori, chiede l’inutilizzabilità sollevando l’eccezione sulla consultazione, da parte del maresciallo, di alcuni suoi appunti. Eccezione respinta dal collegio presieduto da Alessandro Iacoboni (a latere Franco Tetto e Sergio Umbriano) sulla base di svariati pronunciamenti della Cassazione e con copia degli appunti distribuita ai difensori prima del controesame. Ma che anche sulle prossime audizioni degli investigatori ci sarà battaglia lo si intuisce da una domanda posta dal legale che, nel far riferimento ad un altro finanziere che ha seguito le indagini, il maresciallo Roberto Sacconi (ex consigliere comunale ndr), chiede: «Era opportuno che ci fosse un ex consigliere comunale a fare le indagini?».
L’ultima teste sentita è Anna Zucconi, ex dipendente degli Scarafoni andata via nel 2013 e che nel 2015 presenta una denuncia . Nella sua audizione racconta dell’ingresso nel gruppo di Di Filippo e Antonilli (dipendente Rima) e di come la loro presenza fosse stata presentata come elemento in grado risollevare le sorti del gruppo che dal 2012 aveva incontrato delle difficoltà economiche: «Ci parlarono di come gestire i cantieri. Ma mi chiesi perchè parlare di cantieri se cantieri al momento non ci sono?».
©RIPRODUZIONE RISERVATA