Fdi: Chiodi stanziò i soldi per il Tordino

30 Aprile 2015

ROSETO. «Oltre le passerelle, i convegni e i battibecchi tra il locale circolo di Sel e il Pd rosetano che denotano le forti divisioni in seno al centrosinistra di Roseto non c’è nient’altro»....

ROSETO. «Oltre le passerelle, i convegni e i battibecchi tra il locale circolo di Sel e il Pd rosetano che denotano le forti divisioni in seno al centrosinistra di Roseto non c’è nient’altro». Critica la posizione del circolo territoriale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, i cui esponenti stigmatizzano l’atteggiamento degli amministratori regionali e degli esponenti locali di Pd e Sel in merito al dibattito in corso relativo all’imminente avvio dei lavori di messa in sicurezza dell’argine destro del Tordino a protezione della ex discarica di Coste Lanciano.

Dito puntato sul sopralluogo effettuato martedì dall’assessore regionale Mario Mazzocca, con la partecipazione spontanea del consigliere Luciano Monticelli. «Come evidenziato da Sel: dov’era il Pd di Roseto e cosa ha fatto durante i lunghi anni di governo della città per sistemare l’argine di Coste Lanciano?», si legge in una nota di Francesco Di Giuseppe, portavoce di Fdi-An, «avessero almeno il buongusto di tacere. Fa sorridere invece l’atteggiamento dei militanti di Sel che cercano visibilità e di appropriarsi goffamente di meriti altrui, visto che le risorse e i progetti sono targati centrodestra. Va ricordato, infatti, che i fondi per realizzare l’intervento sono stati stanziati dal presidente Gianni Chiodi il 13 maggio 2014 dietro richiesta dell’amministrazione comunale di Roseto per risolvere definitivamente un problema irrisolto da anni anche a causa del disinteresse di certa politica». «La sinistra rosetana, in collaborazione con quella regionale, sembra essersi parzialmente destata dal torpore amministrativo accorgendosi, come d’incanto, del problema Tordino e dell’erosione della discarica di contrada Frischia», interviene con una nota anche il comitato di Roseto ‘Noi con Salvini’, «assistiamo al solito teatrino a cui i cittadini sono oramai abituati: convegni, passerelle, pose fotografiche rurali e roboanti annunci di corposi stanziamenti per future soluzioni tampone del problema. Un atteggiamento patetico sotto tanti aspetti, a cominciare dal fatto che l’incredibile problema della discarica di contrada Frischia, ha chiari responsabili proprio in quel mondo politico che oggi propone soluzioni tampone dopo oltre 35 anni di connivente silenzio». (f.ce.)

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