Fdi: il ristoro alle zone rosse non può pagarlo la Regione
TERAMO. «La Regione sta già provvedendo con proprie risorse a sostenere l’economia sul territorio»: così Guerino Testa, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, replica ai consiglieri...
TERAMO. «La Regione sta già provvedendo con proprie risorse a sostenere l’economia sul territorio»: così Guerino Testa, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, replica ai consiglieri del Pd che hanno sollecitato fondi per le ex zone rosse. Scrive testa: «Ci troviamo di fronte al solito vizio del Partito Democratico di scaricare tutto sulla Regione e questa volta l’ardire del Pd vorrebbe che il ristoro alle zone rosse venisse elargito con fondi regionali. Una richiesta che i consiglieri Blasioli, Paolucci, Pepe, Pietrucci e Di Benedetto, con tanto di conferenza stampa, fanno giungere alla vigilia del nuovo decreto che potrebbe finalmente rappresentare lo strumento idoneo per le coperture finanziarie rivolte alle zone rosse. Ricordo ai colleghi consiglieri che alle Regioni non è consentito l’indebitamento e comunico loro che in vista dell’atteso decreto Conte il presidente Marsilio ha già coinvolto i parlamentari abruzzesi, anche del Pd – trovando la loro disponibilità – per illustrare gli emendamenti già predisposti sulla materia dalla presidenza». E aggiunge: «Come mai i consiglieri regionali del Pd arrivano a fare questa proposta? Delle due l’una: o all’interno del Partito democratico la mano destra non sa cosa fa la sinistra, oppure mentono. E se mentono, in primis agli abruzzesi, forse sono consapevoli che non ci sono fondi per l’Abruzzo e che la nostra regione verrà ancora una volta maltrattata?».
Testa conclude: «Appare niente affatto remota l’intenzione del ministro Provenzano di sottrarre i fondi europei già assegnati alle Regioni, per pagare la cassa integrazione in deroga, i dispositivi di protezione e altre importanti spese legate all’emergenza sanitaria. Se confermato, si trasformerebbe nel peggior esempio di scippo che un Governo possa perpetrare ai danni del proprio Paese».

