Fece sparire la cocaina sequestrata Tre anni e 4 mesi all’ex brigadiere

TERAMO. Il giudice condanna a tre anni e quattro mesi l’ex brigadiere dei carabinieri Roberto Vincenzetti accusato di peculato: secondo la Procura si sarebbe appropriato di diversi quantitativi di...
TERAMO. Il giudice condanna a tre anni e quattro mesi l’ex brigadiere dei carabinieri Roberto Vincenzetti accusato di peculato: secondo la Procura si sarebbe appropriato di diversi quantitativi di cocaina sequestrati e custoditi in caserma. La sentenza pronunciata dal gup Roberto Veneziano arriva al termine di un rito abbreviato in cui il pm Stefano Giovagnoni aveva chiesto quattro anni e quattro mesi e l’assoluzione da uno delle quattro ipotesi di reato contestate. Accuse che il militare, assistito dall’avvocato Gianni Falconi e all’epoca dei fatti contestati in servizio alla caserma di Giulianova, ha sempre respinto e per cui il gip del tribunale militare di Roma, accogliendo la richiesta fatta dalla Procura militare, ha archiviato stabilendo che la droga non sia quella sequestrata.
Di diverso avviso la Procura teramana che, tra gli accertamenti fatti nel corso delle indagini, ha prodotto proprio quelli che, sostiene l’accusa, stabiliscono che si tratti della stessa sostanza stupefacente. I fatti contestati all'ex militare risalgono ad un periodo compreso tra l'aprile del 2016 e maggio 2017. Secondo l’accusa ipotizzata dal pm Giovagnoni l’ex militare (ora in pensione) in quattro occasioni si sarebbe appropriato della sostanza stupefacente custodita in caserma dopo essere stata sequestrata in svariate operazioni antidroga. Ha scritto nel capo d’imputazione: «Con più azioni esecutive, quale pubblico ufficiale con la qualifica di brigadiere capo in servizio al nucleo operativo radiomobile della compagnia carabinieri di Giulianova, avendo per ragioni d’ufficio la disponibilità del corpo di reato consistito in un quantitativo di sostanza stupefacente del tipo cocaina pari a 22,250 grammi custodito in un armadio metallico chiuso a chiave collocato all’interno della stanza d’ufficio del comandante del predetto nucleo operativo dei carabinieri se ne appropriava collocando nella busta ove era custodita la cocaina altra sostanza stupefacente di colore bianco».(d.p.)
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