Federcamping: tassa turistica da rivedere

L’associazione di categoria evidenzia le difformità tra i Comuni costieri: così non si fa promozione
ROSETO . «La nostra associazione comprende anche i camping di Roseto, Pineto e Giulianova, ma come facciamo a fare una promozione univoca se qui la tassa di soggiorno è di un euro, a Giulianova 50 centesimi e a Pineto non c’è». È la domanda che Katia Soardi, rappresentante della Faita Federcamping di Roseto e titolare dell’Eurcamping, pone all’amministrazione comunale rosetana e alla Provincia. L’organizzazione di categoria comprende strutture di tutto l’Abruzzo, da Martinsicuro a Lido di Casalbordino, ma Soardi si concentra maggiormente sulla provincia teramana e, in particolare, sui problemi che potrebbe creare la tassa di soggiorno per i diversi regolamenti adottati in relazione alla promozione turistica.
«Se si deve pubblicizzare un intero territorio, bisogna farlo con una linea comune», precisa, «non siamo contro la tassa di soggiorno ma, a nostro avviso, sarebbe servito un regolamento unico provinciale, in modo da permettere al turista di scegliere sulla base di un’offerta univoca. Roseto, Pineto e Giulianova, per esempio, sono simili tra loro per offerta turistica e le differenze sulla tassa di soggiorno, per la prossima stagione, potrebbero fare la differenza sulle prenotazioni». A Roseto l’imposta sarà in vigore dal 1° aprile e, per i camping, è prevista la tariffa di un euro al giorno per i primi 15 giorni. Katia Soardi sottolinea come questa scelta è stata fatta senza tener conto delle esigenze dei camping. «Ad aprile faccio pagare una piazzola, per due persone, 17 euro al giorno», afferma, «con la corrente, le docce calde, l’accesso alla piscina, carico e scarico camper e la tassa di conseguenza inciderà moltissimo». Faita Federcamping, per accogliere turisti, ha creato cinque club di prodotto nei quali i camping si possono riconoscere in base ai loro servizi e alla loro offerta: family, active, evergreen, glamour e community.
«Siamo reduci dalla fiera di Praga, siamo stati a Utrecht, a Zurigo, alla bit di Milano», spiega Soardi, «per pubblicizzare le nostre strutture. Se prima non crei un prodotto, come si fa a fare promozione? A Roseto purtroppo questo prodotto non c’è e di conseguenza introdurre in questo modo l’imposta di soggiorno non è opportuno. Le famose “sette sorelle”, i comuni della costa teramana, dovrebbero muoversi all’unisono per creare un format preciso e pubblicizzare una fetta di costa che, sostanzialmente, è simile». ( l.v.)

