Federpesca, appello alla Regione

24 Giugno 2022

Nuova richiesta di intervento per il caro gasolio: «Le difficoltà restano tante»

GIULIANOVA. Il consigliere nazionale di Federpesca, settore molluschi, Giovanni Di Mattia, scrive all’assessore competente, nonché vice-presidente della giunta regionale, Emanuele Imprudente, per ribadire nuovamente le criticità che lamentano le imprese ittiche in questo momento a cominciare dal caro gasolio. Lo stesso presidente del Cogevo Abruzzo premette che attualmente il costo del gasolio incide per il 70% nelle spese vive e che le marinerie hanno sollevato subito un grido d’allarme rivolto al Governo centrale per un intervento concreto a sostegno del settore. Afferma Di Mattia: «Sebbene il credito d’imposta del 20% per l’intero 2022 sia stato accolto con favore dagli addetti, i codici per accedere ai suddetti crediti sono stati rilasciati solo a partire dal 31 maggio 2022». Il rappresentante di Federpesca dichiara che la situazione non è cambiata e che il perdurare della grave situazione «ha definitivamente messo in ginocchio centinaia di imprese di pesca con evidenti ricadute su redditi, occupazione e mercati». Di Mattia annuncia che è stata predisposta una proposta emendativa al disegno di legge che prevede l’estensione dello strumento del credito d’imposta di cui alla legge del 21 marzo 2022, al secondo trimestre dell’anno in corso.
L’approvazione dell’emendamento e del collegato decreto legge garantirebbe alle imprese interessate la liquidità necessaria alla prosecuzione della loro attività.
La Federpesca chiede ufficialmente la collaborazione dell’assessore Imprudente nel porre l’attenzione sulla complicata situazione del comparto e nel sensibilizzare il ministero dell’Economia e delle Finanze affichè venga prorogata la misura del credito d’imposta anche per il secondo trimestre del 2022 attraverso l’approvazione dell’emendamento presentato.
Di Mattia parla di una condizione al limite della sopportazione economica per la marineria costretta ogni giorno a fare i conti tra costi, sempre più in ascesa, e ricavi che segnano una evidente compressione. Spesso tra l’una e l’altra voce ci sarebbe poca differenza tanto da non ripagare né il capitale di rischio né il lavoro materiale. Da qui la richiesta di interventi urgenti.
Alfonso Aloisi
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