Fendenti all’auto della moglie
Imprenditore teramano a processo per minacce e danneggiamento
TERAMO. Secondo l’accusa al termine di una discussione con la moglie avrebbe colpito con tre coltellate la cappotta in tela della Porsche in uso alla donna, incurante del fatto che lei fosse dentro la macchina. Un’accusa per la quale un noto imprenditore teramano, difeso dall’avvocato Gianni Falconi, è a processo davanti al giudice Massimo Biscardi. L’uomo deve rispondere dei reati di minaccia, danneggiamento aggravato e porto abusivo di armi. Quest’ultimo gli viene contestato per aver «portato fuori dalla propria abitazione», come si legge nel capo di imputazione, «senza giustificato motivo il coltello». I fatti per i quali l’imprenditore è finito a processo risalgono al 2015 e a denunciarli era stata la stessa donna. All’epoca i due si stavano separando e, sempre secondo quanto dichiarato dalla parte offesa, al termine di una violenta discussione il marito avrebbe sferrato tre coltellate alla cappotta dell’auto con lei dentro. Sempre secondo la ricostruzione fatta dalla 52enne e confermata in aula nella precedente udienza quella sera il marito avrebbe anche staccato il quadro elettrico del cancello, impedendole di uscire con l’auto. Tanto che la donna si sarebbe successivamente allontanata a piedi per poi tornare a casa alcuni giorni dopo. Ieri in aula sono stati ascoltati sia l’imputato, che ha rigettato tutte le accuse, sia la figlia della coppia. La ragazza, che quella sera dopo aver lasciato la casa dei genitori, dove era stata a cena, era tornata indietro perché preoccupata del fatto che non rispondessero al telefono, ha detto di aver incontrato la madre che si allontanava a piedi. A quel punto si sarebbe fermata e sarebbero tornate a casa insieme. Poi la madre si sarebbe nuovamente allontanata. La ragazza ha dichiarato che la madre non le avrebbe mai raccontato di quelle coltellate all’auto, ma solo di una discussione, e che quella sera a cena il padre era tranquillo.(a.m.)
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