Fermati in India, domani o lunedì l’udienza

14 Ottobre 2022

I due giovani abruzzesi di Spoltore e Tortoreto sono accusati di aver realizzato dei graffiti sui treni 

TERAMO. L’udienza prevista ad inizio settimana è slittata per una malattia del giudice, ma da Mumbai assicurano che domani o al massimo lunedì il magistrato sarà in aula a presiedere l’udienza per i due giovani abruzzesi e i loro due amici marchigiani fermati in India con l’accusa di aver imbrattato dei treni con dei graffiti.
È l’udienza nel corso della quale l’avvocato indiano che difende i ragazzi presenterà istanza di liberazione su cauzione al giudice. Questo dopo che venerdì scorso la polizia locale, che rappresenta la Pubblica accusa, ha depositato l’atto di contestazione del reato di violazione di domicilio per essersi introdotti in un’area riservata a treni e bus. Da stabilire ancora se il giudice si riserverà oppure comunicherà la sua decisione a fine udienza.
Nei giorni scorsi il 21enne Daniele Starinieri di Spoltore, il 24enne Gianluca Cudini di Tortoreto, il 29enne Baldo Sacha di Monte San Vito in provincia di Ancona e il 27enne Paolo Capecci di Grottammare, nell’Ascolano, sono stati trasferiti dal commissariato di Mumbai a quello di Ahmedabad, che si trova nello Stato in cui sono stati fatti i graffiti sui treni. Il trasferimento è stato disposto perché i quattro nei prossimi giorni dovranno essere giudicati anche in questo Stato dove sono accusati oltre che di violazione di domicilio anche di danneggiamento.
I ragazzi sono accusati di aver imbrattato, nella notte tra giovedì e venerdì della scorsa settimana, due convogli della nuova metropolitana della città indiana poco prima dell’inaugurazione da parte del primo ministro indiano Narendra Modi: i quattro sarebbero stati ripresi dalle telecamere mentre entravano nel deposito dei mezzi per scrivere la parola “Tas” sui convogli. Quindi dopo il procedimento già aperto a Mumbai in questi giorni si aprirà anche l’altro a Ahmedabad.
Le famiglie dei quattro in Italia sono assistiti dagli avvocati Francesca Di Matteo e Vito Morena di Alba Adriatica che quotidianamente si sentono con il loro collega indiano che segue il caso e con i funzionari del Consolato che assistono i ragazzi.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.