Fermato per omicidio a Cuba, gli amici: uomo tranquillo

12 Marzo 2024

ROSETO. I familiari in queste ore preferiscono non parlare. Il caso è quello del 56enne falegname rosetano Rolando Di Gregorio arrestato a Cuba con l’accusa di omicidio dell’imprenditore calabrese...

ROSETO. I familiari in queste ore preferiscono non parlare. Il caso è quello del 56enne falegname rosetano Rolando Di Gregorio arrestato a Cuba con l’accusa di omicidio dell’imprenditore calabrese Francesco Sciammarella e ora in un centro di detenzione cubano. Nella frazione rosetana di Casal Thaulero, paese di origine di Di Gregorio che vive sei mesi a Cuba per lavoro e i restanti sei mesi con la famiglia a Scerne di Pineto, i residenti sono increduli. «Io non vedo Rolando da 15 anni», dice Mirko Di Ventura, che abitava vicino alla casa di Di Gregorio, «mi spiace molto per quello che è successo. Lo ricordo come una persona tranquilla, gran lavoratore. Lui e il fratello Giannino sono cresciuti con determinati valori. Certo è che in quei Paesi non è semplice quando accadono fatti del genere. Spero davvero che la situazione possa risolversi e che i familiari riescano a far tornare Rolando qui in Italia».
Secondo alcuni amici di famiglia pare che il fratello Giannino (ma al momento non c'è una conferma) si stia organizzando per andare Cuba. Intanto le indagini sull’accaduto proseguono. Secondo una prima ricostruzione, l’abruzzese avrebbe chiesto a Sciammarella un prestito di 500 euro, e quando quest’ultimo ne ha chiesto la restituzione, si sarebbe sentito opporre un rifiuto. Da qui una lite tra i due. Secondo la versione fornita da Di Gregorio l’imprenditore sarebbe caduto a terra sbattendo la testa, ma l’autopsia, disposta dalle autorità cubane, ha stabilito che la morte è stata causata da un colpo alla testa con un oggetto contundente.
Luca Venanzi