Fermi 95 milioni di lavori pubblici Trattative per sbloccare le opere

18 Settembre 2016

Libro bianco dell’assessorato regionale ai lavori pubblici, ma hanno risposto solo sedici Comuni La Filca Cisl chiede un incontro agli enti per aprire i cantieri: «Grande opportunità di sviluppo»

TERAMO. Sono ben più di 95 milioni di euro le opere incompiuto bloccate in provincia di Teramo.E’ quanto risulta dal “libro bianco” sulle incompiute pubblicato dall’'assessore regionale ai lavori pubblici Donato Di Matteo. Al censimento avviato dall’assessore hanno risposto solo 16 Comuni su 47, ma l’elenco delle opere è comunque lungo e cospicuo.

A segnalare l’operazione e a fare due conti sui suoi risultati è Giancarlo De Sanctis, segretario della FIlca Cisl. «È di fatto un'azione straordinaria, mai fatta fin'ora e fuori dai costumi politici, perché specchio delle inefficienze della macchina burocratico/amministrativa: infatti su 305 Comuni interpellati, solo 132 hanno risposto, gli altri, non pervenuti; a Teramo il record naturalmente negativo: 16 comuni su 47», sottoliena, «ma andiamo nel cuore delle opere fantasma: la provincia di Teramo ne ha censite 49, 11 di viabilità, 14 di risanamento ambientale, 4 scolastiche, 9 sportive e 11 sociali». L’elenco è appunto non di poco conto: ci sono le scuole di Piano delle Lenta e Villa Vomano e ponte S.Francesco e Carapollo a Teramo, il lungomare nord e la villa comunale di Roseto, il villaggio del fanciullo di Silvi ed il porticciolo di Martinsicuro, il teatro di Pineto, la palestra della scuola di Atri, il centro storico e gli impianti sportivi di Montorio, la nuova scuola elementare ed il centro anziani ad Isola, la scuola materna e palazzo Pardi a Colonnella, la piazza di Val Vomano ed il centro sportivo a Penna Sant’ Andrea, il centro storico e gli impianti sportivi a Castilenti, oltre ad un lungo elenco di opere viarie.

«A questi», riprende De Sanctis, «aggiungiamo il famoso parcheggio dell'ospedale di Teramo che tutti pensano debba ancora partire, tanto è irriconoscibile l'opera costruita da quella raffigurata nella foto all'ingresso del Mazzini; la riqualificazione urbana di Villa Zaccheo, il centro disabili di Sant’ Omero, la palestra della scuola elementare di Notaresco, gli impianti fognari di Montorio, Case Molino e Cellino, palazzo Portici a Civitella, il collettore fognario a Castellato. Nella sola provincia di Teramo, le opere incompiute di competenza comunale ammontano a circa 60 milioni di euro e tutto questo in un terzo dei comuni della nostra provincia».

Oltre a quelle comunali, ammontano a 25 milioni le opere in provincia di Teramo di competenza regionale (idrauliche, difesa del suolo e altro), 9 milioni quelle per la riqualificazione urbana di Teramo e Tortoreto, e 400mila euro quelle per il nucleo industriale di Villa Zaccheo.

«Ancor più marcata è la situazione delle altre province abruzzesi; ecco perché come Federazioni territoriali della Filca, da domani invieremo ad ogni stazione appaltante competente, una richiesta di apertura di tavolo tecnico di concertazione, volto allo sblocco e al riavvio dell'opera stessa» fa notare il sindacalista, «Tutto ciò in collaborazione con l'assessorato regionale ai lavori pubblici e con l'assessore Di Matteo, l'unico ad aver colto ampiamente l'obiettivo di trasformare una semplice statistica in una grande opportunità di sviluppo e di riavvio delle opere pubbliche, che potrebbero assicurare lavoro a molti dei 15.000 disoccupati del settore, creati dalla crisi. Tanto lavoro e tanta economia, ma prima di tutto tanti interventi di recupero per dare alle aree fantasma del territorio una nuova prospettiva di sviluppo, quella del recupero urbano e della riqualificazione».

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