Fermo pesca dopo Ferragosto: il Governo vara le modifiche

22 Giugno 2024

Accolta la richiesta di più flessibilità per lo strascico, il blocco andrà dal 16 agosto al 29 settembre Il nuovo calendario consentirà ai ristoranti di avere prodotti ittici freschi durante l’alta stagione

GIULIANOVA. L’atteso cambio nel settore della pesca è arrivato: dal 16 agosto al 29 settembre scatterà il fermo biologico per le imbarcazioni dello strascico che fanno base al porto di Giulianova. È quanto stabilito dal decreto recentemente firmato dal ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida. Una misura che introduce maggiore flessibilità e libertà per i pescatori, consentendo alle imprese di scegliere quando fermarsi, segnando un netto cambiamento rispetto agli anni passati. Tira un sospiro di sollievo il presidente della cooperativa “Mare blu” Walter Squeo, che accoglie la notizia con grande soddisfazione.
«La novità introdotta dal decreto ministeriale richiederà l’impegno e la responsabilità di tutti gli operatori del settore, oltre a un monitoraggio continuo della situazione per intervenire su eventuali criticità», afferma, «la speranza è che questa nuova impostazione, richiesta da tempo dagli operatori del settore ittico, possa aprire una fase di maggiore flessibilità e sostenibilità anche per l’attività imprenditoriale, garantendo un equilibrio tra economia e ambiente». Questa nuova misura rappresenta un vero e proprio punto di svolta anche per il mondo della ristorazione: durante l’alta stagione, infatti, la richiesta del prodotto ittico locale è maggiore e con il fermo biologico che quest’anno partirà subito dopo Ferragosto, la proposta di pesce fresco viene quindi salvaguardata sarà ridotto il consumo di congelati e prodotti d’importazione. Una reazione positiva al decreto arriva anche da Federpesca, che elogia la nuova direzione intrapresa dal Governo. Secondo Squeo, che è associato di Federpesca, il decreto sul fermo biologico per il 2024 rappresenta «un passo importante nella direzione da noi auspicata, per consentire di uscire da una gestione dell’attività che negli ultimi anni si è basata esclusivamente sulle negazioni e non sulle possibilità. Politiche volte al solo contenimento dello sforzo di pesca», conclude il rappresentante di Federpesca, «unite all’aumento dei costi di produzione e dal caro gasolio hanno provocato nella marineria locale uno stato di sofferenza senza precedenti e che andava in qualche modo fermato». Il prossimo passo del Governo sarà quello di provare a salvaguardare il futuro della pesca a strascico anche in Europa, che è anche la pratica più produttiva a Giulianova per il settore ittico. La Commissione europea però vuole vietarla, perché ritenuta altamente impattante per l’ecosistema marino. Le nuove linee prevedono anche le restrizioni delle aree di pesca con tagli fino al 30% di quelle attuali, mettendo quindi anche a repentaglio i piatti tipici della tradizione come il brodetto.
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