Fermo pesca, si teme per gli indennizzi

20 Agosto 2017

Dal 26 si blocca l’attività per sei settimane, ma secondo le imprese solo quattro saranno retribuite

GIULIANOVA. Inizia l’ultima settimana di pesca prima del fermo biologico del medio Adriatico, ma la marineria teme di non avere gli indenizzi per il blocco dell’attività. Dal 26 agosto all'8 ottobre prossimo le imprese di pesca da San Benedetto del Tronto a Termoli osserveranno sei settimane di «fermo obbligatorio, di cui quattro forse retribuite». Ad esprimere questo timore è Basso Cannarsa, presidente di Ma.Mol.Ab, la rete di imprese di pesca del Medio Adriatico. «Gli armatori si accingono a fermarsi per il terzo anno consecutivo senza veder nessun soldo né per i marittimi né per le imprese», dichiara Cannarsa, e soprattutto «nonostante non sia stato pagato il fermo pesca 2015». «Ancora una volta il fermo inizia in un contesto in cui il nostro mare è privo di pesce. Mentre alle imprese italiane vengono sempre più ridotte sia le giornate sia le zone di pesca, a quelle della Croazia è consentito di pescare anche sabato e domenica, dando la possibilità di rifornire i mercati italiani dal lunedì mattina quando i motopescherecci italiani prendono il largo con i mercati già sazi». Per Cannarsa una situazione «davvero insostenibile», per cui «occorre cambiare sistema di gestione per la tutela della risorsa biologica marina e la salvaguardia degli stock ittici». I produttori della pesca, dichiara ancora Cannarsa, «si rendono pienamente disponibili a collaborare con gli organi competenti per lavorare, insieme alla ricerca scientifica, a un sistema che non si basi più sul sostentamento economico della Comunità Europea che si è consapevoli non è più sostenibile, ma su una gestione diversa che garantisca il ripopolamento delle specie e la salvaguardia delle imprese». Secondi il presidente dell’organizzazione delle imprese della pesca, quando il settore è costretto a interrompere l’attività «le famiglie sono costrette ad indebitarsi per autofinanziarsi. La cassa integrazione è sparita, lasciando posto ad un indennizzo di 30 euro lordi al giorno, senza una espressa previsione sugli oneri contributivi, senza un preciso meccanismo di erogazione».
«Ma il fattore negativo più grande e preoccupante», conclude Cannarsa, «è che il fermo pesca 2017 sta per iniziare in una situazione di sconforto e rassegnazione generale tra armatori e pescatori che sono in uno stato di sfinimento perché si vedono privare di ogni diritto acquisito senza nessuno spiraglio positivo per il futuro».