Ferragosto, scoppia la polemica «Il Teramano non è competitivo»

Gli operatori: «Nelle strutture soprattutto extralberghiere si registrano dei vuoti anche in questi giorni I villeggianti restano meno notti ed è vistoso il calo dei consumi, penalizzati soprattutto i ristoranti»
TERAMO. Non è un Ferragosto da tutto esaurito quello teramano: il pienone, nel giorno e nella settimana clou dell'estate, non si registra sulla costa e men che meno nell'entroterra. L'aumento del costo della vita spinge le famiglie a rivedere le spese, modificando anche la voce “vacanza”: soggiorni più brevi rispetto al passato, meno pranzi e cene nei ristoranti, riconquista di spazi casalinghi per momenti conviviali con parenti e amici. Questa la fotografia del turismo nel Teramano secondo due ormai storici rappresentanti degli operatori di categoria.
GIOVANNELLI. Giammarco Giovannelli, presidente regionale di Confcommercio e Federalberghi: «Ferragosto è sempre Ferragosto e non si discute, ma dobbiamo essere chiari: la crisi della famiglia italiana comporta l’avere dei vuoti anche in questi giorni, non tanto nel ricettivo alberghiero quanto nell’extralberghiero, soprattutto negli appartamenti privati. Se aumentano mutui e spese, e il risparmio domestico è sempre più complicato, le vacanze diventano di 3-4 giorni. Sta accadendo in tutto il Paese, c'è da vent'anni un sistema economico che non ha reso più accogliente l'Italia e che invece sta portando folle di italiani in Albania, Croazia, Grecia, sul Mar Rosso e alle Canarie. In primavera le prenotazioni facevano pensare a un’estate con il pienone, ora i colleghi mi dicono di aver avuto delle disdette e hanno qualche camera libera il 14 e 15 agosto: non avveniva da decenni. In generale la stagione è caratterizzata da un fisso -20% dall'inizio, con picchi di -30% e oltre; adesso siamo sotto del 6-7%. In compenso sono tornati gli stranieri? Mah. Quelli della bassa stagione sono benvenuti ma portano poco, gli stranieri di qualità arrivano se ci sono i voli. Qualcuno è tornato, sì, ma questo grande numero non ci risulta». Secondo Giovannelli nel Teramano manca una programmazione turistica unitaria. «Il problema», dice, «è decidere una volta per tutte con le amministrazioni locali cosa fare: secondo noi bisogna investire non tanto su eventi e sagre quanto su una riqualificazione commerciale, favorire le riaperture dei negozi. Le sagre storiche vanno bene, massimo rispetto, ma si vedono tante sagre banali, eventi fatti da associazioni che con la ristorazione non c'entrano niente e che lasciano i ristoranti vuoti. Mettiamo al centro della programmazione i ristoratori, facciamo un coordinamento. Quanto all’accoglienza, basta vedere il degrado delle stazioni e come sono sparpagliate le corse dei bus: la mobilità è un dramma. Notiamo un accavallamento delle manifestazioni, sulla costa fanno la gara del Carnevale più bello, ma poi ai servizi pubblici e all'accoglienza con personale qualificato non si pensa».
GRIMI. Il presidente di Assoturismo Confesercenti Abruzzo Gianluca Grimi: «In provincia il Ferragosto è in linea con la stagione: numeri uguali allo scorso anno, senza picchi di entusiasmo né di crollo, con una riduzione dei consumi da parte dei turisti. La ristorazione in particolare accusa un calo fra il 15 e il 20% che riguarda soprattutto il segmento luxury e medio-alto. Anche in vacanza i supermercati restano un riferimento: sono proprio loro, a mio avviso, i protagonisti di questa estate. In base alle stime hanno una crescita del 3-4%», commenta Grimi, riferendo di calo di incassi anche per il commercio al dettaglio e l'artigianato. Chi soggiorna in campeggi, b&b o hotel in formula mezza pensione, soprattutto se si tratta di famiglie con bambini, preferisce comprare prodotti alimentari al supermercato che andare al ristorante. Un fenomeno sempre più diffuso che incide sui consumi unitamente alla riduzione del periodo di vacanza. «Il soggiorno medio sulla costa teramana si attesta sui 6/7 giorni, nell'entroterra non si va oltre le 2/3 notti di solito nel fine settimana», aggiunge Grimi, «non c'è più la permanenza lunga di un tempo per ragioni sia economiche che di modelli diversi di turismo. I viaggiatori preferiscono fare vacanze in periodi meno caldi e costosi, come settembre, prediligendo luoghi che abbiano un'offerta più ampia di quella teramana. La nostra provincia è ferma a livello di competitività e in Abruzzo è fanalino di coda. La stessa Regione non la considera quando fa promozione del turismo e abbiamo perso quella fetta di turisti giovani che avevamo fino a qualche tempo fa», conclude il presidente di Assoturismo.
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