Ferretti: «L’ospedale non verrà declassato»

17 Febbraio 2022

Il primo cittadino di Atri replica al Pd e assicura: il presidio di comunità sarà un servizio in aggiunta

ATRI. «L’ospedale San Liberatore di Atri secondo i piani della Asl di Teramo non sarà declassato, rimarrà un presidio di base e potrebbe essere affiancato da un ospedale di comunità, ovvero un reparto di circa 20 posti letto». Con queste parole il sindaco di Atri Piergiorgio Ferretti risponde alle recenti polemiche sollevate dai consiglieri Pd Alfonso Prosperi e Ugo Giuliani che avevano tacciato il Comune di essere silente in merito a un recente incontro tra il comitato ristretto dei sindaci e il direttore della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia.
Ferretti chiarisce: «Sul futuro del nostro presidio ospedaliero l’attenzione dell’amministrazione comunale è alta, e terminata questa emergenza legata al Covid-19, ci batteremo affinché, come concordato con i vertici Asl, i reparti di Pediatria e Cardiologia ritornino nella piena operatività. Nel corso delle due riunioni del comitato ristretto dei sindaci che ci sono state di recente si è parlato della proposta della Asl di investire i fondi del Pnrr non sulla rete ospedaliera, ma esclusivamente sulla rete territoriale. Nella prima riunione dal ministero ci era stato illustrato che si potevano realizzare solamente due ospedali di comunità e la proposta inviata alla Regione li prevede uno a Teramo e uno a Atri. Questo non implica una variazione della rete ospedaliera, nel senso che l’ospedale atriano non verrebbe declassato. Nel corso del consiglio comunale sull’argomento», conclude Ferretti, «abbiamo ampiamente risposto all’interrogazione del Pd, non c’è assolutamente un atteggiamento silente da parte nostra». (d.f.)
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