Festa di sport senza barriere con “Special olympics”

19 Marzo 2017

ROSETO. «Che io possa vincere, ma se non ci riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze». È il giuramento dell'atleta "Special olympics", i campionati nazionali dove ragazzi normodotati e...

ROSETO. «Che io possa vincere, ma se non ci riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze». È il giuramento dell'atleta "Special olympics", i campionati nazionali dove ragazzi normodotati e disabili giocano insieme. Ieri si è svolta la seconda tappa al Palamaggetti di Roseto in un tripudio di colori e sorrisi. Sei le squadre partecipanti, quattro provenienti da Roma, una dall'Aquila e una da Roseto, dell'istituto Moretti, che, con il supporto del Comune e del Roseto basket, ha dato piena disponibilità nell'organizzazione della manifestazione. Nelle sfide di pallacanestro si sono incontrate a incrocio tutte le squadre, con quintetti composti da due normodotati e tre ragazzi con disabili. L'evento, unico nel suo genere, è nato nel 1968, ma è stato riconosciuto dal Coni solo nel 2004. Special olympics abbraccia tutti, aggrega normodotati e diversamente abili, uno sport inclusivo. In un mondo dove il diverso fa paura e le difficoltà allontanano, Special Olympics si inserisce per far capire che le uniche barriere esistenti sono quelle mentali. E ieri al Palamaggetti di Roseto questi ragazzi avevano altri occhi, entusiasti di poter partecipare attivamente ed essere protagonisti. «Nel comporre la nostra squadra», ha detto Enesto Ricci, il docente del Moretti che ha seguito l’organizzazione dell’evento, «le maggiori difficoltà non le abbiamo riscontrate nei disabili ma nei normodotati che fanno più fatica ad accettarli. Però ci siamo riusciti e spero che anche altre scuole seguano il nostro esempio». (l.v.)

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