Festini rosa, l’ex amante difende Parolisi

24 Settembre 2014

La donna sul caporal maggiore imputato al tribunale militare: «Non l’ho mai visto bere alcol»

TERAMO. E’ l’ex amante, la soldatessa a cui nei giorni delle indagini sulla scomparsa della moglie Melania Rea chiedeva di cancellare le loro foto da Facebook, quella che sfila davanti ai giudici del tribunale militare di Roma nel processo che vede imputato l’ex caporal maggiore Salvatore Parolisi accusato di violata consegna continuata ed aggravata. Secondo la procura non avrebbe rispettato gli ordini invitando nel suo ufficio ed offrendo da bere alle soldatesse che addestrava nella caserma Clementi di Ascoli. E ieri, in aula, la donna, rispondendo alle domande del pm ha difeso Parolisi, sostenendo di non averlo mai visto bere degli alcolici e raccontando di aver sentito raccontare da alcune soldatesse che alcune di loro avrebbero cercato invano di portare una bottiglia di vino nell’ufficio del caporal maggiore dopo il controappello. Oggi si torna in aula e davanti al pm dovrebbe comparire lo stesso Parolisi per sottoporsi all’interrogatorio. Il caporalmaggiore, condannato in appello a 30 anni per l’omicidio della moglie e che a febbraio affronterà la Cassazione, ha sempre respinto l’’accusa, sostenendo di non aver mai invitato soldatesse nel suo ufficio. Di diverso avviso il pm Antonella Masala che nella richiesta di rinvio a giudizio ha scritto: «Tra il 2008 e il 2009, trovandosi comandato del servizio di sergente di giornata, in orario successivo al contrappello riceveva negli uffici del plotone alcune allieve con cui si intratteneva per un lungo tempo e a cui offriva da bere bevande alcoliche, così violando ripetutamente le consegne disciplinanti il predetto servizio, laddove le stesse prescrivono che il sergente di giornata al suono del silenzio si accerta che tutte le porte dei locali della compagnia siano chiusi e durante l’arco del servizio vigila sul contegno dei militari del reparto». L’ombra della caserma ascolana si è sempre allungata sul delitto di Ripe e nel corso delle indagini è diventato anche un possibile movente dell’omicidio. Perchè, ha sostenuto il gip Giovanni Cirillo nell’ordinanza bis di arresto del caporal maggiore, Melania sapeva della relazione tra Parolisi e la soldatessa e potrebbe aver minacciato il marito di rivelare tutto, di far scoppiare un scandalo. Una ipotesi che nel corso dei vari processi, sia quello di primo grado sia quello di secondo grado, si è affievolita fino a sparire.Parolisi oggi sarà assistito in aula dall’avvocato Federica Benguardato, uno dei suoi tre legali insieme a Valter Biscotti e Nicodemo Gentile. (d.p.)

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