Fim Cisl: «Morti bianche, c’è assuefazione»

15 Aprile 2023

Annunciati incontri nelle scuole. E la Casa del popolo chiede di fermare i cantieri non controllati

TERAMO. «Ancora una morte bianca, l’ennesima. Ancora una giovane vita spezzata. Stanchi della solita indignazione post mortem vogliamo gridare basta e lanciare un messaggio di speranza e un appello all’impegno civile di ogni cittadino, sia esso lavoratore, imprenditore, politico!». A parlare sono gli operai e le operaie del direttivo territoriale Fim Cisl Teramo. E lo fanno a pochi giorni dalla tragica morte del 24enne operaio senegalese Ibrahima Dramè precipitato da un’impalcatura nel cantiere della chiesa di Sant’Agostino. Un bollettino, quello delle morti sul lavoro, che si aggrava ogni giorno. «Siamo stanchi di contare le vite spezzate dei nostri colleghi che non potranno più riabbracciare i loro cari per qualche euro di dignità e vogliamo richiamare l’intera società a una seria e doverosa riflessione sul perché la “morte bianca” è ormai divenuta una quotidiana realtà ineluttabile metabolizzata dal vivere e sentire comune», proseguono, «chiediamo a tutti e soprattutto a noi stessi di contribuire quotidianamente alla necessaria metamorfosi di una drammatica realtà per raggiungere un grado di civiltà accettabile». Una protesta cui seguiranno azioni concrete, partendo da incontri nelle scuole.
Sul tema interviene anche la Casa del popolo di Teramo che lancia un appello: «Basta morire di lavoro, chiediamo alle istituzioni uno stop ai cantieri fino a che tutti non vengano controllati: il profitto non deve più uccidere!». E il pensiero corre a Ibrahima. «È difficile trovare le parole giuste per affrontare questa ennesima tragedia», recita la nota, «tra noi molti sono operai e possiamo affermare che di controlli nei posti di lavoro ne vediamo pochi o nessuno. Forse questo senso di invulnerabilità che i padroni sentono nei confronti di chi deve effettuare i controlli è una minaccia alla vita di lavoratori e lavoratrici? L'Italia è il paese del giorno dopo, finché qualcosa non ci tocca non ci riguarda. Ma le nostre vite valgono più di ogni palazzina, di ogni quattrino, e se il cantiere non è stato ispezionato e non viene controllato non deve aprire».
Adele Di Feliciantonio