Finanziamenti dei privati per sistemare le scuole

All’amministrazione le proposte di Conad, Enel e Banca Popolare di Bari
TERAMO. Non ci saranno solo i soldi dello Stato per affrontare l'emergenza scuole. Nella commissione riunita ieri mattina in Comune per fare il punto della situazione relativa agli edifici scolastici cittadini colpiti dalle scosse sismiche il sindaco Maurizio Brucchi ha annunciato la disponibilità di aziende pubbliche e private a contribuire agli interventi che si renderanno necessari nei prossimi anni per mettere in sicurezza gli edifici scolastici.
I FINANZIATORI. Tra questi c'è il Conad Adriatico. La società che gestisce la nota catena di supermercati ha fatto sapere al primo cittadino di voler stanziare una somma, non ancora quantificata, da investire nel recupero di scuole esistenti o nella costruzione di nuove. Anche l’Enel, messa sul banco degli imputati non più tardi di due mesi fa per i gravi disservizi seguiti all'ondata di maltempo, ha espresso l'intenzione di “adottare” un edificio scolastico e già nelle settimane scorse la Banca Popolare di Bari si è detta pronta a dare una mano mettendo anche a disposizione, come potenziale sito scolastico, il proprio immobile alla Gammarana che in passato ha ospitato il centro di elaborazione dati della Tercas.
IL FUTURO. L'intervento dei privati, almeno a livello di manifestazioni di volontà, non è limitato solo allo stanziamento di contributi economici. Alcuni gruppi si sono fatti avanti anche per proporre soluzioni progettuali, da realizzare in collaborazione con il Comune, per la costruzione di nuove scuole antisimische. Per il momento non ci sono idee già delineate ma, nella fase di pianificazione che caratterizzerà i prossimi mesi, i privati saranno chiamati a dare concretezza alle loro proposte per completare il quadro delle iniziative già in parte messe in campo dall'amministrazione.
DUBBI SUL POLO. Una delle soluzioni annunciate e di cui si è tornato a parlare ieri in commissione punta alla trasformazione in scuola di locali attigui allo stadio a Piano d'Accio. La Protezione civile ha chiarito, stando a quanto riferito da Brucchi, che finanzierà interventi definitivi: in pratica le strutture adibite a scuole con i fondi dell'emergenza dovranno restare tali e non avere carattere temporaneo. Questa precisazione ha indotto l'opposizione a dedurre che l'operazione in avvio a Piano d'Accio non sarà solo limitata alla fase critica attuale. «È emersa la verità, quello diventerà un vero polo scolastico», osserva il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto, «come avevamo pensato fin dall'inizio». La colocazione definitiva di una scuola in quella zona, però, non piace al rappresentante dem. «Siamo contrari perché si spendono milioni di euro per allestire un edificio scolastico nella curva dello stadio», spiega, «con il rischio di svuotare le strutture di San Nicolò in cui la presenza della popolazione studentesca è fondamentale».
LA FRENATA. A detta di Brucchi, però, non è scontato che quello di Piano d'Accio diventi un polo definitivo. «Abbiamo chiarito che serve per l'emergenza e può essere pronto in 60 giorni», afferma, «ma stiamo anche preparando un piano complessivo che prenderà forma quando avremo anche gli indici di vulnerabilità di tutte le scuole». Il sindaco ribadisce la volontà di scrivere la pianificazione «a quattro mani», coinvolgendo anche l'opposizione nelle scelte strategiche di lungo periodo, e aggiunge che i soldi in arrivo per Piano d'Accio potrebbero anche essere utilizzati per pagare l'affitto al concessionario dei locali, l'imprenditore Sabatino Cantagalli, utilizzando la quota che avanzerà dai lavori. Secondo D'Alberto, però, c'è da fare chiarezza anche sulle spese sostenute finora. «Dopo le scosse di ottobre l'amministrazione ha utilizzato per le scuole 1,7 milioni di euro», conclude il capogruppo del Pd, «ora vogliamo sapere quali sono stati i costi per i lavori successivi allo sciame del 18 gennaio».
Gennaro Della Monica
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