Finte residenze, assicurazioni truffate

Denunciati in 80: vivevano nel Napoletano ma per pagare di meno le polizze facevano risultare centri della Vibrata
SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Gli incidenti stradali avevano qualcosa di anomalo: accadevano in Campania ma gli intestatari delle polizze assicurative avevano tutti residenza tra Teramo ed Ascoli Piceno. Guarda caso in un’area in cui il tasso di incidenti stradali è molto più basso rispetto al Napoletano e, quindi, con delle assicurazioni meno care.
L’indagine è scattata dalle segnlazioni alcune società di assicurazione (tutte parte lesa), impegnando la Procura di Ascoli Piceno in un quella che sarebbe poi divenuta una maxi inchiesta finita con 80 persone denunciate. Partita dalla città marchigiana, l’inchiesta ha varcato il confine abruzzese raggiungendo Sant’Egidio alla Vibrata dove i carabinieri della locale stazione hanno avviato approfondite indagini ricostruendo la filiera della truffa.
Ci sono voluti due anni di meticolose ricerche e ricostruzioni: tassello dopo tassello il mosaico della truffa è stato composto per cui, ora, la Procura picena ha in mano un corposo fascicolo con nomi e cognomi per procedere. Base dell’operazione, si è scoperto poi durante l’attività investigativa, era la Val Vibrata: mente e braccio erano tre partenopei residenti nel comprensorio. Secondo quanto hanno accertato i militari santegidiesi, l’organizzazione si preoccupava di produrre la documentazione agevolando le finte residenze per trarre in inganno le società assicuratrici. Le polizze Rc auto, si sa, nel sud sono più care anche di quattro volte rispetto ad altre realtà italiane. Infatti, chi risiedeva in provincia di Teramo, dove l’incidentalità secondo i tabellari assicurativi è minore come pure lo sono le truffe ed i finti incidenti, pagava per un’utilitaria circa 200 euro contro i 900 previsti a carico di chi risiede a Napoli. I carabinieri si sono imbattuti nei casi più disparati: c’è chi taroccava, sulla carta di circolazione, la finestra relativa ai dati anagrafici dell’intestatario del veicolo, chi s’inventava di sana pianta nome e cognome e luogo di residenza scegliendo fra i vari comuni della Val Vibrata. Si falsificavano anche certificati di residenza e carte d’identità, come pure si rilasciavano autodichiarazioni fasulle. Il tutto, per ottenere agevolazioni tariffare del premio assicurativo. I protagonisti della vicenda hanno tutti un’età compresa fra i 20 ed i 65 anni mentre le società assicuratrici coinvolte sono sei. A tutti gli indagati vengono contestati i reati di truffa e falso materiale. Chi aveva la regia dell’operazione truffaldina poi, provvedeva, nel caso, ad inviare le polizze sottoscritte, a mezzo posta direttamente a casa.
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