Fischi e slogan contro D’Alfonso

30 Aprile 2017

Il governatore, nella sede Pd, non prende posizione sulla richiesta di ospedale di primo livello: «Oggi non si decide nulla»

GIULIANOVA . Un coro da stadio ha accolto il governatore dell’Abruzzo Luciano D’Alfonso mentre stava per entrare ieri nella sede del Pd assieme ad Alfonso Mascitelli, Angelo Muraglia e Roberto Fagnano. Un grido più volte scandito - “L’ospedale non si tocca” - ha accompagnato gli ospiti fino all’interno. Ed il vociare è continuato per diversi minuti con alcuni militanti di Rifondazione che hanno atteso D’Alfonso con dei cartelli critici appesi al collo riferiti alle sorti della sanità giuliese. Presenti, tra gli altri, l’onorevole Tommaso Ginoble, il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, l’assessore regionale Dino Pepe ed il consigliere regionale Luciano Monticelli.
L’introduzione è stata del responsabile locale del Pd Gabriele Filipponi, spalleggiato dai consiglieri comunali Federica Vasanella, Jurghens Cartone ed Adalberta Chiodi, oltre all’assessore Fabio Ruffini. Filipponi ha esordito puntando subito sulla necessità di realizzare in provincia di Teramo due ospedali di primo livello di cui uno a Giulianova. La parola è passata a D’Alfonso che ha avuto difficoltà a parlare per il continuo brusio. Lo stesso governatore, dopo un breve intervento, ha passato la parola al manager della Asl Fagnano che ha esordito dicendo: «In provincia di Teramo sono andati in pensione ben 17 primari su 40 ed è difficile rimpiazzarli per via di decisioni piovute dall’alto. Nonostante ciò la Regione ha lasciato operativi in provincia quattro ospedali con nessuna attività di riduzione. Crediamo di avviare un’attività di ristrutturazione significativa, con fondi ex articolo 20, degli ospedali di Giulianova, Atri e Teramo. Purtroppo ogni anno versiamo 8 milioni di euro alle Regione Marche di mobilità passiva per la riabilitazione e, quindi, occorre pensare di portare sui nostri territori le specialità di cui ha bisogno la popolazione. Un ospedale di primo livello sulla costa non è impossibile, ma complicato. Stiamo studiano il da farsi». Ci sono stati interventi del pubblico tra cui Giancarlo Napoletani, Nunzio Cappelletti, Antonio Fusaro ed Elisa Braga. Franco Arboretti (Cittadino Governante) ha parlato da medico e ha precisato che la legge fissa parametri ben precisi che non verrebbero rispettati dal riassetto proposto dalla Regione. Secondo Arboretti due ospedali di primo livello, uno a Teramo e l’altro sulla costa, eliminerebbero quasi del tutto la mobilità passiva.
Alfonso Mascitelli (Agenzia Regionale Sanitaria) ha tenuto a precisare che in campo sanitario «è lo Stato che detta le regole» e che comunque la provincia di Teramo non sarebbe penalizzata. «Giulianova ha una vocazione medico-internistica e quella abbiamo privilegiato» ha affermato Mascitelli. Gli interventi sono stati chiusi da D’Alfonso che ha detto: «Oggi non si decide nulla. Ci sarà un confronto con le istituzioni e saranno valutati gli apporti positivi. Sarà nostro dovere organizzare un sistema sanitario che tenga conto dei numeri e dell’esperienza. Da parte nostra non esiste premeditazione, ma diciamo subito no al bancomat sanitario sotto casa».
Alfonso Aloisi
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