Flop Pd, chieste le dimissioni del sindaco
Pineto, secondo M5S e consiglieri di centrodestra i cittadini hanno sfiduciato l’amministrazione
PINETO. L’esiguo risultato ottenuto a Pineto dal Pd alle elezioni politiche del 4 marzo – 14% al Senato e 15% alla Camera – rappresenta anche una sfiducia dei pinetesi nei confronti dell’amministrazione comunale. È quanto sostengono, sia pure con sfumature differenti, il M5S e i consiglieri comunali di centrodestra del gruppo “Impegno è Sviluppo” Luca Di Pietrantonio e Gianni Assogna. Secondo questi ultimi «è evidente che i cittadini, oltre bocciare le scelte politiche, nazionali e regionali, di Renzi e D’Alfonso, abbiano sonoramente bocciato anche l’amministrazione comunale di Pineto, la cui inefficienza è ormai da tempo sotto gli occhi di tutti». A giudizio dei due esponenti di minoranza, la presenza in lista del consigliere regionale ed ex sindaco di Pineto Luciano Monticelli non solo non è servita ad evitare il tonfo ma è stata «una zavorra» . «È quindi evidente», concludono, «che i cittadini di Pineto si siano espressi, in maniera plebiscitaria contro l’amministrazione comunale che a questo punto, priva del consenso popolare, non può far altro che rassegnare le proprie dimissioni».
Per il M5S di Pineto il segnale che, a livello nazionale, arriva dal voto «è legato al solco che si è creato tra la politica e la società, tra i partiti che cercano consenso in cambio di clientele e una società, che invece, cerca una sua nuova identità. Proprio per tali ragioni in alcuni casi, come a Pineto, il Partito democratico è stato ridotto ai minimi termini». Gli esponenti pentastellati imputano ai Dem «l’atteggiamento da padroni, l’arroganza dell’autoreferenzialità, la spregiudicatezza nell’anteporre i propri interessi alla costruzione di una idea di paese». «L’idea di poter essere autosufficienti», prosegue la nota dei grillini, «di poter trascurare il pensiero dei cittadini, di considerare il governo non più un servizio ma l’esercizio di un potere, ha portato alla giusta è necessaria reazione dei cittadini stessi. Servirebbe un atto di lucidità da parte di chi fino ad ora ha pensato di governare, capace di interpretare, sia pure in ritardo, il travaglio sociale. Sarà tuttavia difficile pensare che i responsabili di tale scadimento politico possano prenderne atto». Anche per il M5S «l’attuale maggioranza di Pineto, non è più espressione della città, essendone oramai una parte marginale. Per questo chiediamo a sindaco e maggioranza, di non arroccarsi, di non fare come Renzi, ma di ridare la voce ai propri cittadini».

