Folla a Nereto per la festa di San Martino

Autorità, associazioni e cittadini assistono alla rievocazione del taglio del mantello, poi via alla sagra
NERETO. La processione con il busto del santo (e la musica della banda di Notaresco) al posto della fiaccolata, la rievocazione storica del taglio del mantello con dialoghi in dialetto neretese, il panino con tacchino e verza al posto della tradizionale cena con le autorità. Sono state tante le novità che venerdì hanno aperto la tre giorni di festeggiamenti in onore di San Martino, patrono di Nereto.
L’edizione 2023 ha visto come mai prima la partecipazione di tutte le autorità civili, militari, politiche e religiose. Dal vescovo (che ha celebrato la messa) al parroco, dal prefetto e questore, dai vertici provinciali, di compagnia e locali dell’Arma alla guardia di finanza, dai consiglieri regionali al presidente della Provincia di Teramo per arrivare ai sindaci della vallata: e ancora, dalle polizie locali con i gonfaloni alle associazioni di volontariato (protezione civile, associazione carabinieri e pro loco) fino agli studenti delle scuole dell’obbligo di Nereto e ai cittadini. Un corteo nutrito ha percorso lo storico itinerario che dall’antica chiesa del 1200 dedicata a San Martino conduce in piazza Ranalli, dove tutti hanno assistito alla rievocazione del taglio del mantello animata dai canti del coro del circolo anziani e giovani Nereto 2001.
«Quest’anno l’avvenimento ha avuto una connotazione più marcata perché i due ciclisti neretesi Ermenegildo Lelii e Stefano Faenza, insieme a due loro amici, dopo aver percorso oltre 3.000 chilometri in bicicletta hanno riportato a Nereto parte del mantello di San Martino benedetto dai vescovi di Santiago de Compostela e di Tours», ha detto il sindaco di Nereto Daniele Laurenzi, che ha ringraziato tutti i presenti. Poi è partita la sagra in piazza Cavour, come se fosse estate, andata avanti fino a tarda notte. (a.d.p.)
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