Folla commossa all’addio ad Anthony

8 Aprile 2015

Torano, in chiesa le parole del fratellino Marco: «E’ difficile stare senza di te e vedere vuoto il tuo posto a tavola»

TORANO. Sono le parole con cui il fratellino di 11 anni trova la forza e il coraggio per salutare chi non c’è più a riempire il silenzio di una chiesa stracolma per l’addio a Anthony Cosenza, il 18enne di Torano che domenica sera è morto in un drammatico incidente stradale. «Non è facile vedere i nostri genitori vivere questo dolore, è difficile stare senza di te a casa, vedere il tuo posto a tavola vuoto» dice il piccolo Marco davanti alla bara. Parole che arrivano dritte al cuore di una comunità che si ritrova tutta in chiesa e che saluta con un applauso il giovane deceduto nella macchina guidata da un amico che domenica sera è finita contro uno degli alberi che costeggiano la provinciale 259.

Torano Nuovo, come accade ancora nelle piccole comunità, si è stretta attorno alla famiglia. E c’è un messaggio che sta passando di casa in casa: il bisogno di non lasciarla mai da sola in questo difficile momento. Davanti alla macchina delle pompe funebri c’è anche uno degli amici rimasti feriti nel tragico schianto di Corropoli.

Tutt’intorno una piazza gremita di gente con palloncini bianchi lasciati in aria, uno striscione con le parole di una canzone dei Negramaro e le magliette con impresso il volto sorridente di Anthony indossate dai suoi amici, i tanti che per tutta la notte lo hanno vegliato nella chiesa in cui la salma è stata trasportata già nel primo pomeriggio di lunedì. Tra loro anche tanti studenti del liceo scientifico di Nereto che il ragazzo aveva frequentato fino a qualche anno fa.

Don Gianni Katanga, parroco della piccola chiesa della Madonna delle Grazie che ha concelebrato insieme a don Patrick Di Leonardo, ha scelto parole di conforto per rivolgersi ai familiari del ragazzo con la speranza di una vita che continua nel passaggio di Anthony «da qui all’abbraccio del Padre del quale contemplerà il volto e quello della Vergine». E ancora, ha detto, «quando il mistero della morte bussa alla nostra porta mancano le parole. L’unica cosa è rivolgersi all’autore della vita perché la nostra ragione è limitata e tende a ribellarsi di fronte a questi fatti». Don Gianni conosceva Anthony. Lo ha visto crescere e Domenica delle Palme era stato a casa sua. Anthony gli aveva parlato dei suoi progetti, della patente che stava prendendo. Ricorda il pranzo fatto insieme e la preghiera di ringraziamento per il pane recitata proprio da lui. Una settimana dopo quella giornata la tragedia si è consumata in pochi attimi lungo la 259, a Corropoli, in una spensierata uscita con gli amici da Torano verso Alba Adriatica. E ieri la comunità di Torano si è stretta nell’abbraccio ai genitori di Anthony. Dieci anni fa la stessa comunità aveva pianto un trentenne deceduto mentre era in sella alla sua moto. Si chiamava Federico Di Emidio ed è a lui che a fine agosto sarà dedicato il decimo raduno di moto che ogni anno viene organizzato a Torano.

Alex De Palo

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