Folla e palloncini per l’addio alla donna uccisa dalla leucemia

Sant’Egidio, lascia una figlia di 10 anni e il marito Il ricordo del cugino: «Moglie e madre esemplare»
SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. La pioggia incessante non ha fermato la folla che ieri ha voluto dare l’ultimo saluto a Maura Cichetti, la mamma 43 anni dipendente di un maglificio di Ancarano, stroncata da una leucemia fulminante all’ospedale di Pescara. Nella chiesa del Sacro Cuore in tanti si sono stretti al dolore dei familiari. Tra questi gli amministratori comunali con il sindaco Rando Angelini che ha detto: «Una perdita immensa, difficille da colmare».
Il parroco don Luigino Scarponi nella sua omelia ha detto: « Parlare della morte di una donna esemplare come Maura non è facile, ma questo è un cammino per tutti noi e dobbiamo essere pronti a tale passaggio senza farci trovare impreparati». Al termine della funzione palloncini bianchi e rossi verso il cielo con il sottofondo musicale delle canzoni di Rino Gaetano, il cantautore preferito della donna. Così la ricorda il cugino Enzo: « La vita è ingiusta e, purtroppo, solo quando ci sono le tragedie ci accorgiamo del valore delle persone che vediamo tutti i giorni. Purtroppo quello che sembrava una semplice influenza si è rivelato un male che non le ha lasciato scampo e tempo per intervenire». Maura lascia il marito Rocco Di Gregorio, la figlia Michelle di 10 anni, la madre Maria, il padre Raffaele, il fratello Marco, la sorella Pina, la suocera Fiorella. La donna era molto conosciuta a Sant’Egidio dove in passato aveva gestito un bar insieme al marito. Nella notte tra domenica e lunedì la mamma si era sentita male e inizialmente aveva pensato fosse una conseguenza dell’influenza che l’aveva colpita da qualche giorno. Le sue condizioni, però, erano improvvisamente peggiorate e per questo i familiari l’avevano portata al pronto soccorso dell’ospedale di Sant’Omero. Qui i medici hanno subito intuito la gravità delle sue condizioni e martedì mattina è stata trasportata all’ospedale di Pescara dove è morta nel reparto di ematologia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

