Fondazione Tercas, Mancini si fa da parte

20 Marzo 2020

Dopo i rilievi del Mef sulla legittimità della sua nomina il presidente si è autosospeso ma resta nel consiglio di indirizzo

TERAMO . C’è una prima svolta nella controversa vicenda della legittimità del vertice della Fondazione Tercas. Il presidente Gianfranco Mancini ha deciso di autosospendersi in attesa dei chiarimenti ai rilievi mossi dal ministero delle Finanze alla sua designazione. Per il Mef la nomina, risalente a metà novembre, è illegittima per un problema procedurale riscontrato interpretando lo statuto dell’ente. La nota è stata recepita dal consiglio d’indirizzo che ha eletto Mancini, che però ha ritenuto di doverne approfondire i contenuti prima di prendere provvedimenti.
Nel frattempo, però, la questione ha assunto un rilievo nazionale tramite un quotidiano che ha prospettato il commissariamento della Fondazione nel caso in cui il presidente giudicato illegittimo non si fosse messo rapidamente da parte. Così, Mancini ha deciso di fare un passo indietro «in pieno accordo con il presidente del collegio dei revisori, allo scopo di evitare rischi per l'immagine della Fondazione». Mancini si sospende dalla presidenza, ma resta comunque membro del consiglio d’indirizzo di cui fa parte su indicazione della Camera di commercio. Questo ruolo gli consentirà di proseguire il proprio impegno nell’ente. «Tengo molto che la Fondazione prenda un provvedimento a sostegno dei cittadini e del territorio in questo momento difficile per l’emergenza coronavirus», dichiara Mancini, «ho ritenuto quindi opportuno rimuovere ogni possibile imbarazzo nell’assumere questa decisione». Il consiglio di amministrazione si riunirà oggi in videoconferenza, con la guida del vicepresidente Marino Iommarini, che tra l’altro è il direttore sanitario dell’ospedale di Atri e dunque in prima linea nella lotta al Covid-19, per deliberare l’atto destinato a contenere gli effetti del contagio. «Stanzieremo somme importanti», anticipa il presidente autosospeso, «che andranno distribuite a seconda delle necessità anche a cittadini che si trovino in condizioni di particolare difficoltà». Per Macini è questa la priorità su la Fondazione deve concentrare la propria attenzione. «Poi si valuterà la nota del ministero e gli organi preposti prenderanno le decisioni del caso». L’illegittimità della sua elezione, che tra l’altro divise il consiglio d’indirizzo, con una votazione che finì 5 a 4, sarebbe tutt’altro che certa. Già nei giorni scorsi, non appena ricevuta la nota del Mef, Mancini aveva annunciato approfondimenti destinati a verificare la fondatezza della contestazione. I tempi della verifica e dell’eventuale chiarimento però, anche a causa della situazione emergenziale, rischiano di allungarsi rendendo sempre più concreta la prospettiva del commissariamento. Per questo ha deciso di fare il passo indietro senza abbandonare del tutto il campo.
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