Fondazione Tercas, rischio commissario

16 Giugno 2020

Per evitarlo serve un accordo tra i due blocchi del consiglio. Tancredi possibile figura di mediazione

TERAMO. Sulla Fondazione Tercas si allunga l’ombra del commissariamento. Il ministero dell’Economia e Finanze, in una nota dello scorso 12 giugno, ha in sostanza chiesto agli attuali organi di governo dell’ente di trovare un accordo per risolvere i problemi interni. Se questo accordo non si troverà – e non è facile trovarlo perché nel consiglio d’indirizzo i due schieramenti che si fronteggiano sono numericamente pari, 5-5 – il Mef invierà un commissario al quale toccherà approvare il bilancio e rinnovare gli organi, il che avverrebbe entro il prossimo novembre (mese nel quale scadrà il mandato dell’attuale consiglio d’indirizzo).
Già a marzo il ministero era intervenuto pesantemente sulla Fondazione ritenendo illegittima per vizi procedurali la nomina a presidente di Gianfranco Mancini, arrivata nel novembre 2019 in virtù di un’operazione politica condotta dall’asse Paolo Tancredi-Paolo Gatti allo scopo di interrompere con un anno d’anticipo il mandato della ex presidente Enrica Salvatore, il cui operato non soddisfaceva l’allora maggioranza all’interno del consiglio. Quell’avvicendamento non è stato affatto indolore: Enrica Salvatore, che è tuttora nel consiglio d’indirizzo, facendo fronte comune insieme ad Attilio Danese e ai tre componenti di centrosinistra ha di fatto annullato gli equilibri precedenti. Ne è scaturita una guerra interna condotta anche a colpi di segnalazioni al Mef. Il nuovo intervento del ministero nasce infatti da una serie di segnalazioni sia del collegio dei revisori su problemi di bilancio, sia dell'organismo di vigilanza interno su asseriti conflitti d'interesse di membri del direttivo.
È in particolare su questi conflitti d’interesse che si gioca la possibilità di trovare un accordo che scongiuri l’arrivo del commissario. Ma, al momento, questo accordo sembra improbabile. Per quanto riguarda la futura presidenza, indiscrezioni accreditano l’ex parlamentare di Forza Italia e Alternativa Popolare Paolo Tancredi, ora vicino a Italia Viva, come possibile figura di mediazione tra le parti in contrasto. Proprio su Tancredi, insomma, si potrebbe trovare la quadra.(d.v.)
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