Fondi della Regione e colletta per recuperare il peschereccio

2 Settembre 2017

Sono le proposte emerse nella riunione all’Ente porto per aiutare la famiglia di Elia Artone Il costo dell’operazione è di oltre 44mila euro. L’assessore Pepe cercherà di fornire un contributo

GIULIANOVA. La famiglia Artone sarà aiutata a sostenere le spese per il recupero del peschereccio Eliana affondato il 25 luglio scorso nel tragico naufragio in cui hanno perso la vita l’armatore Elia Artone e il marittimo Carlo Mazzi. Nella riunione promossa da Vincenzo Staffilano di Federpesca, consulente dela famiglia Artone, che si è tenuta ieri nella sede dell’Ente Porto, è emersa la volontà, da parte degli enti coinvolti, di trovare una strada per offrire un aiuto concreto alla società armatrice Artone Eliana srl che deve farsi carico dei costi dell’operazione. Per il recupero dello scafo, dopo alcuni infruttuosi tentativi da parte dei sommozzatori dei vigili del Fuoco di Teramo con i palloni di sollevamento, è stato deciso di utilizzare un pontone galleggiante in grado di far riemergere l’Eliana dal fondale di 13 metri in cui si trova. La società Servimar di Ortona, contattata per il noleggio del mezzo, avrebbe chiesto per il servizio di 44.000 euro cui andrebbero ad aggiungersi ulteriori costi non ancora quantificati. Una cifra che va al di là delle attuali possibilità della famiglia Artone Elia.
Di qui l’iniziativa intrapresa da Staffilano di riunire attorno ad un tavoli tutti gli anti in grado di fornire aiuto. Erano presenti, per la capitaneria di porto l’ammmiraglio Enrico Moretti ed il tenente di vascello Clarissa Torturo, l’ assessore regionale alla pesca Dino Pepe, il presidente della Camera di commercio Gloriano Lanciotti, il presidente dell’Ente porto Marco Verticelli, il presidente del Cogevo Giovanni Di Mattia, i rappresentanti dei sindacati Flai-Cgil e Uil Pesca e della Cna. Nel corso della riunione i rappresentanti della capitaneria di porto si sono soffermati sulla parte tecnica relativa al recupero del peschereccio, mentre l’assessore Pepe si è riservato di consultare il suo omologo al bilancio per verificare la possibilità di aderire alla richiesta di aiuto. Favorevolmente si sono espressi anche gli altri componenti.
Secondo Staffilano le opzioni praticabili sarebbero tre. Recuperare l’Eliana con l’ausilio di un pontone; bonificare il peschereccio liberandolo dal carburante e olio combustibile in modo da evitare l’inquinamento ambientale che colpirebbe in primo luogo l’allevamento di cozze presso il quale il motopesca è affondato; coinvolgere la società civile per una colletta che contribuisca a ridurre l’onere finanziario da affrontare. Ma bisogna fare in fretta in quanto ci sono da rispettare due provvedimenti: uno della stessa capitaneria relativo al pericolo di inquinamento e l’altro della Procura della Repubblica di Teramo che ordina il recupero dell’Eliana entro il prossimo 4 ottobre. Prossima riunione fissata per venerdì prossimo, alle 9,30, sempre nella sede dell’Ente porto.
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