Fondi Masterplan per 38 milioni congelati un anno dalla Regione

8 Agosto 2020

Riguardano il recupero dell’ex manicomio e la viabilità in Val Fino. Il Pd provinciale grida allo scippo e Fioretti replica: «Sono solo posticipati, il Governo ci ha chiesto di trovare soldi per l’emergenza»

TERAMO. Botta e risposta tra il Pd teramano e l'assessore regionale Piero Fioretti sui fondi Masterplan. Se il Pd accusa la Regione di aver definanziato opere strategiche per la provincia di Teramo, Fioretti replica precisando come tali fondi siano semplicemente stati posticipati di un anno e questo per rispondere alla richiesta del Governo alle Regioni di dirottare parte dei fondi europei e quindi dei Por per l'emergenza coronavirus.
«Apprendiamo con stupore i contenuti della deliberazione regionale con la quale si è provveduto a definanziare alcuni progetti approvati con il Masterplan», scrive il segretario provinciale del Pd Piergiorgio Possenti, «nello specifico, per la provincia di Teramo riguardano i lavori per l'ex manicomio per 30 milioni di euro e la sistemazione della viabilità nella Val Fino per quasi 8 milioni di euro. Non riteniamo ponderate le scelte compiute dall'amministrazione regionale, che di fatto toglie il 93% delle risorse e interrompe l'iter per l'attuazione delle suddette opere, rimandando tali azioni alla prossima programmazione regionale 2021/2027 o comunque all'adozione di un piano straordinario per il rifinanziamento». Possenti commenta come in sostanza, nel migliore dei casi, gli iter delle relative opere potranno essere ripresi tra un anno. «Tutto, comunque, da verificare e riprogrammare», continua, «scelte delle quali vorremmo conoscere le reali motivazioni e soprattutto se tali azioni erano state concordate preventivamente con i soggetti attuatori. È vero che tali risorse andranno a confluire in un fondo da utilizzare per affrontare le nuove questioni che l'emergenza Covid ci impone di effettuare, ma le scelte fatte "a cuor leggero" dall'amministrazione regionale rischiano, nel nostro territorio provinciale, il cui tessuto economico e sociale è stato già martoriato dagli eventi sismici del 2009 e del 2016/17 e che stenta a ripartire, soprattutto nelle aree interne come la Val Fino o la stessa Teramo, di minare e sfiduciare tutte le imprese, gli operatori turistici, commerciali e anche i cittadini, che vedevano queste opere come un inizio della ripartenza, come un'opportunità di far lavorare tecnici e imprese, come una "boccata d'aria fresca" che la giunta D'Alfonso era riuscita a portare in Abruzzo e non un libro dei sogni come qualcuno, allora in opposizione, aveva erroneamente ribattezzato il Masterplan».
Un attacco respinto dall'assessore Fioretti, che bolla la presa di posizione del Pd teramano come «la solita opera di disinformazione». Fioretti spiega infatti come la rimodulazione dei fondi sia stata chiesta dal Governo, «dove c'è anche il Pd», proprio per far fronte all'emergenza Covid e coprire la spesa per la cassa integrazione e altri interventi a sostegno del reddito e dell'economia. «Le opere non sono state definanziate», precisa, «quei soldi sono solo stati posticipati di un anno. E visto che nessuna delle opere in questione si trovava in una fase progettuale definitiva, quelle somme non sarebbero comunque state impegnate prima di due anni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA