Fondi Pop, arrestata quasi tutta la giunta
Ruotava intorno alla presunta spartizione di circa 500 miliardi di vecchie lire di fondi Pop, uno dei programmi della Comunità europea, l’inchiesta che portò la notte tra il 29 e il 30 settembre 1992...
Ruotava intorno alla presunta spartizione di circa 500 miliardi di vecchie lire di fondi Pop, uno dei programmi della Comunità europea, l’inchiesta che portò la notte tra il 29 e il 30 settembre 1992 alla richiesta di custodia cautelare per 9 degli 11 componenti della giunta regionale guidata da Rocco Salini. Un caso praticamente unico di arresti di una giunta regionale quasi al completo. Nei mesi precedenti il Comitato regionale di controllo chiese a Salini spiegazioni sui criteri di assegnazione dei fondi e il governatore rispose che c'era una regolare graduatoria, ma a fine settembre un ingegnere, scorrendo sul bollettino della Regione l'elenco dei progetti ammessi a finanziamento, non trovò il suo e si recò nella sede della giunta regionale dove scoprì che non esisteva graduatoria e si rivolse al tribunale.
Quindi la richiesta di custodia cautelare, l’arresto e le dimissioni di Salini. Una vicenda che ebbe una vasta eco, anche sulla stampa internazionale. Dopo le condanne in primo e secondo grado la Cassazione rilevò la mancata dimostrazione del dolo specifico da parte degli ex amministratori in relazione all'accusa di abuso di ufficio, annullò la sentenza di secondo grado e chiese alla corte di Appello di Roma di rifare il processo. Alla fine furono tutti assolti. Solo Salini ebbe una condanna definitiva a un anno e 4 mesi per falso.

