Fondi tolti ai progetti in ritardo D’Alberto: «È inaccettabile»

26 Gennaio 2020

L’operazione riguarda gli edifici pubblici. Il sindaco: «Così lo Stato scarica sue colpe sugli enti locali» A rischio Itc Comi e Casa del mutilato, ma Di Bonaventura rassicura: «Salveremo i finanziamenti»

TERAMO. Nella guerra fredda della ricostruzione lumaca si apre un altro fronte. Ora c’è la possibilità – per Comuni e Province in ritardo con le progettazioni di edifici pubblici da ricostruire o adeguare – di perdere i soldi già stanziati, che verrebbero destinati ad altri progetti. Lo fa sapere il sindaco di Teramo, e presidente dell’Anci Abruzzo, Gianguido D’Alberto, che spiega: «La proposta viene su sollecitazione della struttura commissariale, ed è la rimodulazione dei finanziamenti per opere pubbliche inserite all’interno dei precedenti piani stralcio; si tratta di uno spostamento di risorse attualmente in capo ai Comuni e ad altri enti locali, per destinarli ad altre finalità».
D’Alberto non ha dubbi: «Questa operazione, presentata come mero utilizzo di risorse non ancora utilizzate da Province e Comuni in ritardo sulla progettazione, è assolutamente inaccettabile. Lo dico anche nella veste di presidente Anci, perché ancora una volta dobbiamo registrare un’offesa verso i Comuni, i territori terremotati, le località del cratere: è gravissimo che si proceda in questi termini, anziché inserire ulteriori risorse (su questo terreno siamo fermi addirittura a maggio 2018). Si parla di “congelamento” ma il timore reale è che si stanno sottraendo finanziamenti già stanziati, sulla base di un presupposto causato in realtà da Governo e Parlamento che continuando a non modificare le norme sulla ricostruzione pubblica, rendono impossibile l’accelerazione dei tempi; così, ipocritamente, si scaricano sugli enti locali le loro colpe. Ciò è gravissimo ed è un atteggiamento che dimostra ancora una volta la sottovalutazione del problema. Tra l’altro, dobbiamo interloquire con un commissario di fatto depotenziato, in prorogatio, di cui continuiamo a chiedere la sostituzione. Si è detto che tali finanziamenti verranno restituiti più avanti, ma lo si sostiene senza garanzie e senza certezze; tutti i Comuni hanno espresso forte contrarietà rispetto a questa iniziativa, di cui il commissario dovrà assumersi la responsabilità».
In questo quadro D’Alberto manifesta preoccupazione per due strutture della Provincia di Teramo per le quali si rischia di perdere i finanziamenti: l’ex sede dell’Itc Comi (5 milioni) e la Casa del mutilato (200mila euro). «Chiedo che queste somme non vengano tolte alla Provincia», dice, «a prescindere dai ritardi sull’avvio della progettazione».
Il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, nel ringraziare D’Alberto per l’interessamento, rassicura però sui progetti in questione. «Il mio ufficio», dice, «ha subito scongiurato il rischio che il Comi venga definanziato facendo vedere a Marsilio e Rivera che c’è un piano di rimodulazione degli interventi sulle scuole e soprattutto che abbiamo già ristrutturato parte dell’edificio, che da alcuni giorni ospita 15 classi dello scientifico. E anche sulla Casa del mutilato non ci sono problemi».
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