«Forse colpa della passerella instabile»

17 Gennaio 2017

Il racconto dell’uomo in servizio di guardiania all’Ente porto: «Era conosciuto e amato da tutti»

GIULIANOVA. Quando le condizioni del tempo lo permettevano Roberto Zecca passava i pomeriggi a bordo del motorsailer “Anahita”, un monoalbero con propulsione a vela e a motore. Secondo Giuseppe Di Filippo, da tutti conosciuto come Peppino, presidente di “Up and Down” e dipendente dell’Ente porto in servizio di guardiania proprio nel momento della tragedia, le cause dell’inaspettata caduta in acqua di Zecca potrebbero essere molteplici. Si potrebbe prendere in considerazione innanzitutto la precarietà della passerella privata che dall’imbarcadero porta sulla imbarcazione. In questo caso l’instabile equilibrio potrebbe essere stato determinante. «Va considerato che ieri, all’interno del porto, c’era un particolare moto ondoso creato dal forte vento, dalla corrente e dal mare abbastanza agitato all’esterno del bacino», spiega, «tutto questo ha provocato ai natanti ormeggiati il consueto movimento che li ha resi in perenne movimento». Di Filippo ricorda che Roberto Zecca era un grande appassionato di mare, soprattutto d’estate quando prendeva il largo con la sua imbarcazione in compagnia sempre di un amico. Nel periodo invernale le uscite erano rarissime e la barca veniva spesso utilizzata per il tranquillo riposino pomeridiano lontano dalla confusione. E ieri è stato proprio l’amico, giunto casualmente con qualche minuto di ritardo, a scorgere l’architetto ormai privo di sensi nelle gelide acque del porto di Giulianova a poca distanza dalla sua imbarcazione. E’ stato lui a lanciare l’allarme, ma tutto è stato inutile nonostante l’arrivo tempestivo della guardia costiera, del 118 e dello stesso Di Filippo.

Alfonso Aloisi

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