Forum e polemiche, anche Albani e la Lega attaccano Arboretti

14 Gennaio 2020

L’accusa è quella di avere voluto strumentalizzare politicamente l’assemblea su piazza Dalmazia Di Marco, che ha presieduto i lavori, difende l’iniziativa: «È stato un vero momento di democrazia» 

GIULIANOVA. Un’occasione persa, per colpa della strumentalizzazione politica che avrebbe messo in atto Franco Arboretti, secondo la vice sindaco Lidia Albani e i consiglieri leghisti Pietro Tribuiani e Gianni Mastrilli; al contrario, un importante momento di democrazia partecipativa secondo il giudizio di Carlo Di Marco, docente universitario e presidente dell’associazione Demos che ha diretto i lavori dell’assemblea pubblica.
Il Forum sulla sistemazione di piazza Dalmazia – pur non avendo preso una decisione sulle tre proposte in campo, chiedendo di unificare i progetti – continua a far discutere per le polemiche politiche che lo stanno accompagnando. Albani, che è anche assessore alla partecipazione, dopo le dure prese di posizione del sindaco Jwan Costantini e dei gruppi di maggioranza, punta a sua volta il dito contro Arboretti. A suo giudizio è stato «evidente il tentativo da parte di una forza politica di strumentalizzare uno dei più potenti mezzi che la cittadinanza ha a disposizione per partecipare attivamente alla vita amministrativa della città. Ritengo inopportuno, infatti, che a far da relatore sia stato un consigliere comunale (Arboretti, ndr), al quale peraltro era stato chiesto di farsi sostituire da un tecnico, per il semplice motivo che all’inizio dell’assemblea era stato stabilito che i componenti di giunta e consiglio non fossero ai tavoli di lavoro. In esito a quanto accaduto è necessario, a mio parere, ridisciplinare l’ istituto della partecipazione popolare del Forum in modo puntuale, al fine di evitare una commistione tra luoghi e funzioni della democrazia rappresentativa con quelli della democrazia partecipata, commistione che pone in crisi la funzione della democrazia stessa».
La Lega, che insieme al Cittadino Governante aveva appoggiato la richiesta di indire il Forum, ne prende ora le distanze. Tribuiani e Mastrilli esprimo «un parere in definitiva negativo sull’utilità di tale strumento, che ha il solo fine di ribaltare e strumentalizzare scenari politici e di acquisire consensi tramite strategie subdole e che nulla hanno a che vedere con la partecipazione popolare. Oggetto del Forum era dare voce e spazio a chi non lo può fare in consiglio comunale o non è rappresentato, mentre è successo esattamente il contrario, è sembrato un consiglio comunale allargato dove la componente politica l’ha fatta da padrone».
Di Marco parla di calunnie e insulti verso gli organizzatori del Forum, per i quali si aspetta delle scuse, ma sottolinea soprattutto la grande partecipazione, a cominciare dall’assemblea plenaria con la sala del Kursaal stracolma. Poi, spiega, «si sono formati sei tavoli da circa dieci persone ciascuno, essi hanno studiato attentamente i caratteri dei tre progetti, hanno ascoltato di nuovo a turno gli espositori, hanno svolto il loro lavoro di approfondimento in tutta autonomia e, nei rispettivi tavoli», in cui, sottolinea di Marco, non c’erano politici ma solo cittadini “normali”, «hanno preso la parola tutti. Questo anche grazie all’opera di facilitatori preparati ed istruiti per svolgere questa funzione. Bene, non esito ad affermare che per Giulianova questa sia la prima esperienza di democrazia reale mai esistita. Si può migliorare, ma è così». A Giulianova, sostiene Di Marco, si è aperta una nuova stagione di democrazia partecipativa, graziei anche a chi, come la Lega, ha appoggiato il Forum salvo poi pentirsene. «Ma perché non accada di nuovo in quei partiti e negli altri», conclude il presidente di Demos, «si raggiunga la convinzione che fare politica con i cittadini e non su di essi può comportare un solo rischio: che i cittadini premino chi li vuole veramente attivi e partecipi». (e.a.)
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