Forza Italia, applausi per tutti ma resta il gelo tra Brucchi e Gatti

Sala affollata per la presentazione dei candidati. Pagano: «Previsioni vincenti, ma contano i voti» L’ex sindaco regala rose a Pelino ed Ettorre, neppure uno sguardo con il consigliere regionale
TERAMO. Applausi per tutti, rose alle candidate e un’insuperabile freddezza tra Brucchi e Gatti. Forza Italia riparte dall’affollata sala funzionale della Provincia rispolverando inno e simbolo storici, temporaneamente accantonati per lasciare spazio al Pdl, portando sul palco gli aspiranti parlamentari. L’unica teramana della squadra è Rita Ettorre, terza nella lista del proporzionale alla Camera, che si prende la scena e le acclamazioni della platea rivendicando la propria appartenenza al partito.
«Qualcuno è andato via e mi consigliava di fare lo stesso dicendo che Forza Italia era finita e Berlusconi superato», evidenzia, «ma io sono rimasta perché questo è il partito giusto, con un vero programma per il rilancio dell’Italia». La candidata sottolinea anche la passione del suo impegno. «Non sono una pedina», fa sapere, «ma combattiva che fossi in corsa al maggioritario». Al suo fianco, oltre al coordinatore provinciale Vincent Fanini che fa gli onori di casa ed esorta all’unità per vincere la sfida elettorale, ci sono i “pesi massimi” Paola Pelino, senatrice sulmonese e capolista al proporzionale per Montecitorio, e il coordinatore regionale Nazario Pagano, che guida la lista per il Senato. Entrambi insistono sulla regionalità delle loro candidature.
«L’Abruzzo è un unico territorio», evidenzia la senatrice, che ricorda le battaglie in cui ha affiancato Brucchi per le emergenze terremoto e maltempo, «conosco benissimo le problematiche di questo territorio, anche perché non è la prima volta che vengo qui, e continuerò a occuparmene». Pagano ammette che una presenza più marcata dei teramani tra i candidati «avrebbe dato un pizzico di entusiasmo in più», ma richiama l’importanza del sostegno di tutti alla vittoria del centrodestra e di Forza Italia. «Gli ultimi sondaggi ci hanno dato in testa», scandisce, «ma voglio i voti veri». Portano il loro saluto anche i candidati di coalizione al maggioritario di Camera e Senato, Lucrezia Rasicci e Gaetano Quagliariello, che definisce «fantasmi dell’opera» gli avversari grillini perché rifiutano il confronto diretto su temi elettorali e accusa il governatore Luciano D’Alfonso, candidato per il Pd a Palazzo Madama, di «aver passato il segno della decenza annunciando di voler restare alla guida della Regione fino a dicembre».
Seduto in prima fila c’è Paolo Gatti. A lui Pagano si rivolge trascinandolo di fatto sul palco per un’apparizione velocissima che il consigliere regionale motiva con una battuta: «Vado di corsa perché lo scarpe da ginnastica». Gatti abbraccia il coordinatore e il vicesindaco dell’Aquila Guido Liris sulle note dell’inno che chiude la convention. Neppure uno sguardo, invece, con Maurizio Brucchi a cui resta la soddisfazione dell’applauso più caloroso di chi lo avrebbe voluto ancora sindaco. È la sua prima uscita pubblica dopo la defenestrazione e non si risparmia la stoccata: «Se essere fiancheggiatore vuol dire non andarsi a trovare altrove la poltrona che non hai ottenuto, allora lo sono con orgoglio e convinzione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

