Forza Italia: «Giunta inadeguata sulla ricostruzione pubblica»

13 Aprile 2021

TERAMO. Una confessione tardiva, una bandiera bianca issata dopo tre anni di immobilismo: è la sintesi del duro giudizio che Forza Italia dà all'amministrazione D'Alberto sul fronte della...

TERAMO. Una confessione tardiva, una bandiera bianca issata dopo tre anni di immobilismo: è la sintesi del duro giudizio che Forza Italia dà all'amministrazione D'Alberto sul fronte della ricostruzione pubblica post sisma. Ad intervenire sulle dichiarazione del primo cittadino pubblicate ieri dal Centro, e relative alle difficoltà di appaltare i lavori per gli edifici danneggiati fra il 2016 e il 2017, è il consigliere comunale Mario Cozzi, che scrive: «Gianguido D’Alberto ha finalmente confessato che “l’attuale codice degli appalti impedisce a noi sindaci di dare risposte ai cittadini” e pertanto chiede alla struttura commissariale del sisma di emanare una apposita “ordinanza Teramo” che consenta di bypassare tutte le normative vigenti per riuscire ad affidare i lavori», dice il forzista ritenendo non serio oggi, dopo tre anni di governo, sventolare «bandiera bianca chiedendo aiuti esterni che sarebbero la certificazione formale dell’incapacità del Comune di provvedere a quanto la legge gli demanda».
Cozzi sottolinea come altri enti limitrofi abbiano in questi anni appaltato lavori e in alcuni casi persino inaugurato gli edifici ristrutturati. Cita l'Ater, che ha già avviato i cantieri in alcune palazzine destinate alla residenzialità pubblica proprio in città. «Il Comune di Teramo, al contrario, in tre anni è stato finanche incapace di confezionare le progettazioni definitive/esecutive degli edifici già finanziati dall’Usr negli anni 2017/2018. I 30 milioni di euro ai quali fa riferimento il primo cittadino si riferiscono alle scuole Savini, San Giuseppe, De Jacobis e Villa Ripa, oltre che alla sede del conservatorio Braga, alla sede municipale di piazza Orsini e al mercato coperto di piazza Verdi. Per tutti questi edifici è ad oggi ancora lontanissimo il giorno della riapertura al pubblico e agli studenti», incalza Cozzi, che conclude il suo intervento parlando di danni per la comunità teramana sia in termini di «ritardo alla restituzione di spazi» che di opportunità «per la crescita e il lavoro».(v.m.)