Forza Italia sull’ospedale: «Condannato a morte dal Pd»
GIULIANOVA. «Il tavolo politico del 5 gennaio convocato dal sindaco equivale a chiudere la stalla quando i buoi sono scappati, e il consiglio straordinario dell’11 rappresenta l’ultima puntata di una...
GIULIANOVA. «Il tavolo politico del 5 gennaio convocato dal sindaco equivale a chiudere la stalla quando i buoi sono scappati, e il consiglio straordinario dell’11 rappresenta l’ultima puntata di una telenovela infinita, l’epilogo dello psicodramma per stringersi tutti insieme nel cordoglio al capezzale dell’ultimo baluardo di civiltà cittadino». Senza mezzi termini l’attacco di Jwan Costantini, coordinatore comunale di Forza Italia, sulla vicenda dell’ospedale. «Il nosocomio giuliese è stato condannato a morte da una classe dirigente incapace e avvezza solo al gioco delle tre carte», si legge in una nota , «oltre alle dichiarazioni del direttore della Asl, Roberto Fagnano, che in maniera inequivocabile parla di chiusura per accentrare tutte le risorse nell’ospedale unico, c’è anche la delibera del 30 novembre scorso che si somma a quella regionale, in cui si salva solo l’ospedale di Sant’Omero mentre gli ospedali di Teramo, Atri e Giulianova saranno soppressi a favore dell’ospedale unico che sorgerà tra Mosciano e Bellante. Ma questo governo regionale che prevede 32 ospedali sui territori, lasciando nel teramano solamente 2 presidi, non è lo stesso governo targato Pd che ha ridotto la nostra provincia a cenerentola d’Abruzzo?».
Incalza Costantini: «I consiglieri regionali del Pd cosa hanno fatto per il loro territorio? In realtà hanno collocato l'ospedale unico nei pressi dei comuni di riferimento di alcuni massimi esponenti del partito democratico, e cioè Ruffini e Di Sabatino, ignorando il progetto del Comune di Giulianova che prevedeva di realizzare il presidio ospedaliero a Villa Volpe. Io e il capogruppo Laura Ciafardoni andremo al tavolo politico del 5 gennaio solo per rispetto dei cittadini. Adesso infatti siamo fuori tempo massimo e al sindaco non resta che riconsegnare la fascia e dimettersi». Così conclude: «stavolta non potrà temporeggiare fino alle politiche, anche perché si troverebbe nell’imbarazzo di dover spiegare come mai sull’intera costa teramana, a servizio di migliaia di residenti e turisti, non c'e' un solo ospedale, mentre a Gissi sì».
Mirella Lelli
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