Foschi (Ugl): «Maxi svendita per i beni della Ricciconti»
ATRI. «È partita la maxi svendita del patrimonio immobiliare della Ricciconti». A lanciare l’allarme è il segretario regionale dell’Ugl Armando Foschi in merito alle ultime delibere della Asp2, l’ente...
ATRI. «È partita la maxi svendita del patrimonio immobiliare della Ricciconti». A lanciare l’allarme è il segretario regionale dell’Ugl Armando Foschi in merito alle ultime delibere della Asp2, l’ente pubblico a cui fa capo l’azienda agricola con finalità sociali. «Prima la cessione a prezzi stracciati di un capannone di contrada Cona, valutato dall’Agenzia delle entrate 400mila euro e svenduto a 229mila euro», afferma il sindacalista, «ora è la volta di un appezzamento di terreno di 15 ettari a Cellino Attanasio che nella delibera del direttore Gabriele Astolfi, consigliere comunale ad Atri, è stato già bollato come improduttivo e antieconomico, premessa mortificante che sicuramente farà calare il prezzo dell’offerta, nell’interesse di chi eventualmente vorrà acquistare, ma non certo dell’ente pubblico che, in teoria, dovrebbe valorizzare le proprietà per incassare risorse utili».
L’Ugl porterà l’atto all’attenzione della Corte dei conti «per capire quali siano le intenzioni di una governance politica che continua a mostrare falle ingiustificabili». La «svendita», come la definisce Foschi, è stata segnalata dai cittadini «che considerano la Ricciconti un patrimonio di valori del territorio», a fronte di una gestione aziendale «che evidentemente ha bisogno di liquidità forse per fronteggiare il mutuo da un milione di euro per pagare le normali attività ed è in trattativa per un ulteriore mutuo da un altro milione di euro». Il sindacalista evidenzia che si tratta di ipotesi sottolineando che «abbiamo seguito a distanza la svendita all’asta del capannone di contrada Cona, peraltro una rimessa-magazzino accatastato come agricolo per la rimessa del grano e che invece è stato ceduto da tempo in affitto a un artigiano che lo ha utilizzato come falegnameria, non sappiamo se legittimamente o meno». La struttura è stata poi venduta all’affittuario, rileva Foschi, uno concorrente in gara per la sua acquisizione.
«Non abbiamo trovato traccia tra l’altro», evidenzia il segretario dell’Ugl, «di un atto istituzionalmente con cui la governance politica della Asp2 o anche l’amministratore unico della Srl abbiano deciso come utilizzare i 229mila euro incassati dalla vendita». La cessione del terreno, dunque, alimenta le preoccupazioni. È stato classificato come improduttivo ma, fa notare Foschi, «fino all’estate scorsa è stato coltivato con profitto, sia in maniera diretta sia con la formula del conto terzi».

