Fra medico e paziente un rapporto spesso difficile

28 Giugno 2015

GIULIANOVA. Un rapporto complesso, quello fra medico e paziente. Di questa relazione, basilare per la buona riuscita delle terapie, si è parlato venerdì sera al Kursaal per gli incontri dedicati...

GIULIANOVA. Un rapporto complesso, quello fra medico e paziente. Di questa relazione, basilare per la buona riuscita delle terapie, si è parlato venerdì sera al Kursaal per gli incontri dedicati alla prevenzione dal gruppo medico D'Archivio.E' stata trattata sotto diversi punti di vista, alcuni dei quali inusuali.

Ad esempio Valentina Muzii, restauratrice di opere d'arte, ne ha illustrato alcune raffigurazioni nell'arte, dalla prima in assoluto nella storia dell'arte, su un vaso attico del 500 a.C. in cui Achille benda Patrocolo.Nel vivo dell'argomento è entrato Claudio D'Archivio, radiologo, che ha approfondito quello che è «un rapporto complesso, ora direi in crisi, che si è evoluto nel tempo. Il paziente chiede attenzione e disponiblità al medico, che però non sempre le assicura. Non sempre il medico è in grado di capire il paziente, magari anche quello che non riesce a esprimere. E lancia a volte, anche inconsciamente, segnali di scarsa disponibilità: guardare l'orologio durante una visita significa dire al paziente di fare in fretta. Per questo io non porto l'orologio». In definitiva ora l'esame strumentale, spesso sofisticato, prende il posto del colloquio con il malato.Ma il primo impatto il paziente ce l'ha con il medico di base, con cui ancora, quasi sempre, mantiene un rapporto profondo , osserva Gabriella Ripani, medico di famiglia.

Requisito basilare, quest'ultimo, anche a sentire l'esperienza di una paziente, Anna Corradetti, che racconta di come il rapporto con uno specialista molto bravo, che le ha fatto la terribile diagnosi di un tumore al seno, sia stato per lei molto frustrante appunto per la freddezza e la sua scarsa capacità di comunicare. Tanto che ha dovuto cambiare medico. Gli aspetti legali del rapporto medico paziente, i diritti di quest'ultimo a partire dal consenso informato a quello di ricevere informazioni adeguate sulla propria salute, sono stati trattati dall'avvocato Gianfranco Puca. Infine Monica Mazza, psicologa e docente all'università dell'Aquila che ha parlato dell'importanza della comunicazione, verbale e non verbale come ad esempio il contatto fisico col paziente, e la necessità di stabilire un rapporto di empatia superando anche ostacoli che il medico stesso può avere, come difficoltà ad affrontare il dolore, la morte o a trattare di sessualità.

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