Fracassa: le pratiche post-sisma sono più veloci, ma non basta

Il consigliere di “Futuro in” rende noti i numeri dell’Usr: a febbraio chiuse 39 procedure per 5 milioni Però Marche e Lazio sono molto più avanti, dobbiamo ringraziare D’Alfonso per i due anni di stallo
TERAMO. I numeri della ricostruzione migliorano, ma restano molto lontani da quelli di Lazio e soprattutto Marche. Si può sintetizzare così il nuovo corso dell’ufficio speciale teramano, dopo il cambio di dirigenza voluto a inizio anno dalla Regione. L’accelerazione impressa dal direttore Vincenzo Rivera, che ha rimpiazzato Marcello D’Alberto, è evidenziata dai dati pubblicati dal Mude, la piattaforma telematica attraverso la quale passano le pratiche post sisma gestite dall’Usr. È la conferma che qualcosa si sta muovendo, dopo i due anni di quasi immobilismo seguiti al lungo sciame sismico 2016-2017, non solo per la chiusura dei procedimenti relativi alla cosiddetta “ricostruzione leggera” ma anche sotto l’aspetto strettamente economico, con il pagamento dei lavori già in corso. Il ritardo rispetto alle altre due regioni che sono state interessate dal terremoto del Centro Italia, comunque, resta e difficilmente potrà essere colmato.
A proporre questa lettura della situazione post emergenziale è il consigliere ed ex assessore comunale di “Futuro in” Franco Fracassa, tornato a spulciare tra le pagine web del Mude. Il suo report mensile fa riferimento a febbraio, quando l’attività dell’ufficio teramano è ripresa a ritmo pieno dopo lo stallo di gennaio dovuto al ritardato rinnovo dei contratti del personale tecnico nella fase di avvicendamento tra i direttori. «Sono stati conclusi 39 procedimenti», spiega Fracassa, «riguardanti le diverse forme di attività portate avanti dall’Usr». I decreti che hanno dato il via libera a interventi di ricostruzione leggera sono otto e a questi vanno aggiunti gli atti che hanno consentito il pagamento degli stati di avanzamento lavori. «Anche su questo fronte c’erano gravi rallentamenti», evidenzia l’ex assessore, «che hanno creato notevoli problemi alle poche aziende a cui è stato consentito di operare». Sono stati sbloccati pagamenti, dunque, per circa 2,2 milioni di euro. Secondo i calcoli di Fracassa, considerate anche le altre pratiche chiuse, l’Usr teramano nella prima parte dell’anno ha movimentato cinque milioni di euro. «Il cambio di passo dunque c’è stato», rileva, «l’ufficio ora sta funzionando con buoni risultati». Le somme risparmiate per lo stipendio del direttore, in quanto Rivera è dirigente già retribuito dalla Regione, hanno consentito l’assunzione di altri cinque tecnici. Alla velocizzazione delle procedure ha contribuito anche una diversa organizzazione gestionale, ma il gap con le altre regioni non sarà colmabile. «Nel Lazio sono state liquidate più di 250 pratiche e nelle Marche 2.100», fa notare Fracassa, «che si traducono in centinaia di milioni di euro messi in circolo sul territorio Dobbiamo ringraziare l’ex governatore Luciano D’Alfonso», conclude polemico Fracassa, «che passerà alla storia per il declino causato da come ha gestito la ricostruzione».
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