Fracassa: «Sul Ruzzo Teramo 3.0 esagera Il sindaco chiarisca»

TERAMO. «Bisogna confermare fiducia al consiglio di amministrazione del Ruzzo o dire con chiarezza cosa s’intende fare di diverso». Il consigliere ed ex assessore di Futuro in Franco Fracassa dai...
TERAMO. «Bisogna confermare fiducia al consiglio di amministrazione del Ruzzo o dire con chiarezza cosa s’intende fare di diverso». Il consigliere ed ex assessore di Futuro in Franco Fracassa dai banchi dell’opposizione chiama in causa il sindaco Gianguido D’Alberto e il Pd dopo le pesanti contestazioni mosse alla gestione della società acquedottistica da “Teramo 3.0”. Secondo lui la lista di maggioranza, che esprime la vicesindaco Maria Cristina Marroni, è «una scheggia impazzita». Fracassa ricorda che nel Cda del Ruzzo siedono rappresentanti del centrodestra e del centrosinistra che hanno indicato come componenti Alfredo Grotta e la vicepresidente Alessia Cognitti, dirigente del Pd.
Al partito, oltre che a D’Alberto, il consigliere si rivolge per fare chiarezza sulla questione. «Il Ruzzo sta risanando i debiti con i pagamenti alle imprese, a cui seguiranno quelli destinati agli enti», fa notare Fracassa. Secondo lui, dunque, le accuse lanciate da “Teramo 3.0” nei confronti dell’attuale Cda sono infondate e per di più miopi sotto il profilo politico. Il consigliere si riferisce anche alla scelta del sindaco di non pronunciarsi sul conto consuntivo dell’azienda acquedottistica messo ai voti nell’ultima assemblea. «Non ci si può astenere a vita», afferma, «se c’è il risanamento del bilancio, il Cda va sostenuto: in caso contrario vanno chiariti quali sono i piani». Su una questione tanto delicata come la gestione del Ruzzo, sempre a detta di Fracassa, D’Alberto e il Pd dovrebbero intervenire soprattutto dopo il pesante atto d’accusa da parte della lista civica. A suo giudizio le contestazioni non sono condivisibili. «Questo è l’unico Cda che ha fatto assunzioni tramite concorsi pubblici, a differenza di quanto avvenuto in passato, conclude, «e almeno rispetta le norme». (g.d.m.)
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