Frana di Casoli, affidata la progettazione definitiva

Entro luglio le case danneggiate dovranno essere abbattute dai proprietari con fondi dello Stato, poi partirà la messa in sicurezza dell’area da 4,5 milioni
ATRI. Il Comune di Atri affida l’appalto per la progettazione definitiva della messa in sicurezza della frana di Casoli. L’atto è un ulteriore passo avanti per arrivare alla demolizione delle abitazioni danneggiate dagli eventi calamitosi che nel 2017 determinarono uno smottamento lungo circa 250 metri, con un’ampiezza di circa 80 metri e una profondità di cinque, che interessò più di 15 nuclei familiari residenti in due palazzine e case singole, che furono costretti a lasciare le proprie dimore. È la ditta “Ati Hypro Srl” di Roma ad essersi aggiudicata per circa 140mila euro la gara per l’appalto del servizio di progettazione definitiva - esecutiva relativa alla messa in sicurezza del fenomeno franoso.
Entro luglio le abitazioni danneggiate dovranno essere abbattute dai privati al fine di evitare ritardi nella realizzazione da parte del Comune delle opere di mitigazione del rischio e salvaguardia della pubblica incolumità. Al riguardo l’avvocato Wania Della Vigna che ha tutelato le famiglie sfollate di Casoli ha detto: «Abbiamo ottenuto un importante finanziamento per la demolizione e ricostruzione di alcune abitazioni lesionate e abbiamo ottenuto la delocalizzazione. I proprietari hanno deciso con questi fondi di acquistare in altre zone. Le istituzioni ci sono state vicine in questo percorso e spero che ciascuno possa ritrovare una casa dove vivere». Il sindaco Piergiorgio Ferretti e l’assessore ai lavori pubblici Domenico Felicione hanno affermato: «Nonostante le difficoltà legate all’emergenza da Covid-19 l’iter per portare alla messa in sicurezza della zona e alla ricostruzione delle abitazioni non si è fermato. Entro 80 giorni avremo tutte le carte progettuali per poter poi avviare le opere di delocalizzazione degli immobili, che intanto devono essere demoliti».
L'opera di messa in sicurezza è stata finanziata per l'intero importo di 4 milioni e 550mila euro con un contributo regionale, ed è rientrata sotto la disciplina dell’ufficio speciale per la ricostruzione.
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