Frana di Mezzanotte, inchiesta archiviata

17 Ottobre 2018

Niente accuse ai due tecnici del Comune per lo smottamento che causò la chiusura di una strada

TERAMO. Erano stati accusati di frana colposa nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura su un grosso smottamento in contrada De Contro, nella zona di Mezzanotte, quella per cui i residenti da tempo protestavano lamentando continui smottamenti.
Ma al termine delle indagini il pm Silvia Scamurra ha chiesto l’archiviazione per l’allora responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Teramo Remo Bernardi (difeso dall’avvocato Renzo Di Sabatino) e il dipendente Beniamino Di Pietro (difeso dall’avvocato Luiciano Scaramazza). Il gip Marco Procaccini l’ha accolta. I fatti contestati si riferiscono al gennaio del 2017, nei drammatici giorni dell’emergenza neve e terremoto, quando nella zona si verificò una grossa frana che bloccò anche una corsia di marcia della statale 81 in direzione Penne-Chieti. Un movimento franoso che, secondo l’accusa, avrebbe riguardato una vasta area con caratteristiche geologiche ben precise aggravate dalla presenza di acqua non adeguatamente convogliata attraverso bacini di raccolta. Negli atti delle indagini, in particolare nella relazione fatta dai carabinieri forestali, si fa riferimento ad un progetto predisposto nel 2013 dal Comune di Teramo per la sistemazione della condotta del deflusso di acque bianche in contrada De Contro per la definitiva sistemazione delle acque bianche. Ma, avevano sostenuto sempre i carabinieri forestali nel loro rapporto, «tale intervento sarebbe risultato non risolutivo delle problematiche cui è soggetta tale area». A chiusura delle indagini, però, il sostituto procuratore ha ritenuto non sussistenti gli elementi per chiedere un rinvio a giudizio e ha firmato la richiesta d’archiviazione accolta dal giudice.(d.p.)
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