Frana, l’hotel di Marina dev’essere evacuato

26 Luglio 2017

MOSCIANO. Il sindaco del Comune di Mosciano Sant’Angelo Giuliano Galiffi ha firmato l’ordinanza di sgombero dell’hotel Colle del mare, l’unico palazzo ormai abitato della collina soggetta a...

MOSCIANO. Il sindaco del Comune di Mosciano Sant’Angelo Giuliano Galiffi ha firmato l’ordinanza di sgombero dell’hotel Colle del mare, l’unico palazzo ormai abitato della collina soggetta a smottamento. Mentre tutte le abitazioni private erano state sgomberate proprio a causa dello smottamento, lento e inevitabile, infatti, l’albergo ospitava ancora persone, tra cui quattro famiglie mandate lì dal Comune di Giulianova che erano in attesa di un alloggio popolare. L’ordinanza di evacuazione si è resa necessaria dopo la relazione da parte dei geologi, che hanno segnalato come pericolosa quella zona. Per la frana di contrada Marina di Mosciano erano stati promessi dalla Regione 1,5 milioni di euro, richiesti dall'amministrazione comunale per il consolidamento del versante collinare. La comunicazione di avvenuta concessione di finanziamento da parte dalla Regione all’amministrazione moscianese è arrivata a febbraio ma, da allora, questi soldi non sono mai arrivati. «I fondi sono stati stanziati», informa Mirko Rossi, consigliere comunale e provinciale, «ma la Regione ancora non ci invia la convenzione da firmare per la messa a disposizione del finanziamento di 1,5 milioni di euro».
Tali fondi erano stati richiesti tramite Rendis, la piattaforma nazionale degli interventi per la difesa del suolo. La collina dal 2013, anno in cui franò con il conseguente abbandono delle case da parte delle cinque famiglie che abitavano lì, non ha mai smesso di scivolare. Ad oggi si può vedere ad occhio nudo il dislivello che ha creato il terreno, scivolato verso il basso di almeno una ventina di metri. Il Comune di Mosciano, dopo l’inizio della frana, ha proceduto a riperimetrare l'intera area, che è stata inserita nel settore di rischio idrogeologico R4, dove è impossibile costruire fabbricati.
Margherita Totaro
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