Franano 50 ettari, Ripe è in pericolo

Sgomberate altre sette famiglie, chiusa la strada, crollano tralicci Enel. Il sindaco chiede aiuto a Regione e governo
CIVITELLA DEL TRONTO. Ora lo stato d’allerta è massimo. La falda della montagna dei Fiori su cui sorge Ripe di Civitella sta cedendo ed il fronte di terra che scende a valle è di almeno 50 ettari. La ricognizione aerea effettuata ieri mattina dai vigili del fuoco, sul cui elicottero c’era anche un geologo, è stata impietosa: la terra scivola a valle a vista d’occhio ed un pezzo di montagna sta venendo giù, rischiando di isolare completamente l’abitato della frazione. Il sindaco Cristina Di Pietro non dorme da molte ore e si alterna al Coc (centro operativo comunale) con il suo vice, Mario Tulini, e con altri amministratori per tenere sotto controllo il “mostro” di fango e terra. Ciò che tiene con il cuore in gola il sindaco è la sorte delle famiglie che abitano la zona. A Ripe sono rimasti 80 residenti, la gran parte anziani, e parte di loro ha già lasciato il paese, trasferendosi da parenti, quando la frana ha cominciato a manifestarsi. Ieri il primo cittadino ha firmato l’ordinanza di sgombero per sette famiglie che abitano sopra la zona soggetta a smottamento. Prima di queste ne aveva fatte sgomberare, qualche giorno fa, altre tre nella zona sottostante la frana. Nel frattempo la provinciale di Ripe, sprofondata in più punti a causa del movimento franoso, è stata chiusa.
In quest’area, a causa delle abbondanti piogge e nevicate dei giorni scorsi, si è creato un lago di acqua indicato come concausa del movimento franoso della zona di Ripe. Da venerdì, il lago viene drenato grazie al lavoro delle ruspe che hanno creato dei canali di scolo collegati ai fossati. Ma non basta, evidentemente, perché alla friabilità della terra – che mostra tutta la sua vulnerabilità in quello che è considerato essere un vero e proprio stato di dissesto idrogeologico – si aggiunge il ristagno d’acqua in superficie e sotto il manto di terra. Quello di Civitella del Tronto è un territorio ricco di acqua: pioggia e neve cadute in abbondanza fra febbraio e marzo hanno gonfiato a dismisura le falde. Peraltro, le previsioni meteo per le prossime ore non promettono nulla di buono. Cittadini e Comune sono preoccupati per la perturbazione annunciata dai meteorologi.
A piegare in due i cittadini di Ripe ci si è messo pure il black out elettrico. La frana in atto ha abbattuto i tralicci dell’alta tensione per cui, da ieri all’alba, sono entrati in funzione i gruppi elettrogeni. «E’ una situazione difficile che preoccupa tutti», dice uno scorato ma combattivo sindaco, «devo ringraziare quanti si stanno prodigando per mettere in sicurezza la collettività, in particolare i vigili del fuoco, che stanno garantendo anche supporto umano, e la Forestale». Ma Cristina Di Pietro lancia l’appello e la richiesta di aiuto alla Protezione civile regionale e nazionale. «Qui c’è un’emergenza che va affrontata dall’alto», dice il sindaco, «io ed altri con me ci stiamo mettendo la faccia e vogliamo assumerci le nostre responsabilità. Ma la montagna è demaniale, quindi chi deve intervenire e farsene carico sono Regione e Governo con la Protezione civile».
Alex De Palo
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