Francesco abbraccia i sindaci del cratere

Il papa: la ricostruzione rimedi agli errori del passato. Castelli: incontro che dà nuova linfa alla comunità ferita dal sisma
TERAMO . Ricostruzione senza sprechi e nel rispetto dell’ambiente. Papa Francesco ricorda le vittime e invita a percorrere la strada della sostenibilità nel messaggio rivolto agli amministratori del cratere sismico del Centro Italia. Sono i punti chiave del saluto che il pontefice ha rivolto al commissario Guido Castelli e ai 108 sindaci e ai presidenti delle quattro regioni, tra cui Marco Marsilio, dell’area colpita dalle scosse tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017. Con loro c’erano i vescovi, i rettori delle università e i rappresentanti delle professioni tecniche coinvolte nell’udienza straordinaria di ieri mattina in Vaticano.
LE PAROLE DEL PAPA
«Mentre ricordiamo con dolore la tragedia e le vittime, ai cui parenti voglio rinnovare la mia vicinanza, possiamo, grazie alla vostra perseveranza e lungimiranza, parlare anche di significativi passi avanti nella ricostruzione». Il papa accoglie così gli amministratori. «In questi anni avete dimostrato che lo spirito di collaborazione può vincere ostacoli e incertezze, costituendovi in un “noi” che abita la casa comune perché dalle macerie possa nascere qualcosa di nuovo. Avete saputo cogliere l’opportunità per un nuovo inizio, specialmente con il programma di rigenerazione socio-economica Next Appennino, proponendo tre attenzioni molto importanti: alla sostenibilità, alla natura e agli attuali mutamenti climatici». Su questi punti il pontefice si sofferma. «È confortante vedere come avete saputo impostare la ricostruzione sulla eliminazione degli sprechi, sulla valorizzazione e l’equa distribuzione delle risorse, sulla tutela dei più fragili e sull’abbattimento delle barriere architettoniche». L’invito è a proseguire lungo questo percorso. «Vi incoraggio nel vostro proposito di fare della ricostruzione un’opportunità anche in questo senso: per rimediare agli errori del passato e impostare in modo diverso i piani di crescita per il futuro. È un’urgenza, credo, per tutta l’Italia. Accanto all’impegno per la natalità, quello per la sicurezza idrogeologica rappresenta un bisogno vitale, reso ancora più necessario dall’accelerazione dei cambiamenti climatici. Entrambi i fronti sono lungimiranti, essenziali per l’oggi e per il domani».
L’EMOZIONE DI CASTELLI
Per il commissario si è trattato di «una giornata davvero speciale, di forte spiritualità che ha dato ulteriore linfa all’unità e alla coesione che lega la grande comunità dell’Appennino centrale». Castelli trae spunto dall’incontro con il papa per evidenziare lo spirito che accompagna la rinascita dei territori feriti. «Questa esperienza ha reso palese il senso di quel “metodo sinodale”, che significa “camminare insieme”, attraverso il quale dobbiamo compiere l’opera di ricostruzione e di riparazione dell’Appennino centrale», osserva, «dopo undici mesi da commissario i dati parlano finalmente di un cambio di passo. Vedere riuniti insieme tutti i livelli che contribuiscono alla grande opera alla quale siamo chiamati restituisce il modo evidente il senso del “camminare insieme” verso un futuro di nuova speranza e di sviluppo per le nostre comunità».
L’INVITO A TERAMO
Il sindaco Gianguido D’Alberto ha donato a Francesco una raffigurazione del leone stiloforo che presidia il portale del Duomo, consegnandogli una lettera in cui esprime il desiderio della città di «ricambiare l’abbraccio che oggi, tramite la mia modesta persona, essa le porge». Il primo cittadino evidenzia che nelle parole del papa «ritroviamo il senso del nostro essere sindaci, che è quello della tutela dei più fragili, della promozione del senso di giustizia, dell’agire mettendo sempre al centro l’uomo». Il messaggio del pontefice, secondo D’Alberto, evoca l’esigenza di una «ricostruzione non solo fisica ma anche e soprattutto sociale che faccia proprio il concetto di sostenibilità intesa come elemento di giustizia, uguaglianza, carità, tutela dei più fragili». Per il sindaco «il richiamo del santo padre al rispetto della natura, ad una ricostruzione in armonia con l’ambiente e come opportunità per rimediare agli errori del passato, deve essere fonte di ispirazione in tutti i processi di rigenerazione urbana».
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