fratelli d’italia-alleanza nazionale

2 Agosto 2017

«Siamo ancora in emergenza post sisma, il territorio provinciale non può accogliere altri 900 migranti». Ad affermarlo sono i dirigenti locali di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale che replicano...

«Siamo ancora in emergenza post sisma, il territorio provinciale non può accogliere altri 900 migranti». Ad affermarlo sono i dirigenti locali di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale che replicano così al bando emesso dalla prefettura per l’affidamento del servizio di prima accoglienza e assistenza dei richiedenti asilo. A conti fatti, dunque, il provvedimento comporterebbe l’arrivo di altri 863 migranti.
«È grave quanto sta accadendo, tutto è stato confezionato nel silenzio più assoluto, senza alcun dibattito nei consigli e senza nessun coinvolgimento della cittadinanza, che peraltro aveva già in passato manifestato la propria contrarietà soprattutto nei comuni costieri», fa sapere Raimodo Micheli (nella foto) coordinatore comunale di Fdi-An, «considerate le calamità naturali che hanno inginocchiato i nostri territori, partendo dal Comune di Teramo che oggi si trova a dover far fronte a ben 5.000 sfollati e ad un'emergenza scolastica non indifferente che richiede investimenti importanti». Il dirigente che anche consigliere comunale del partito chiede cosa intendono fare ora il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino e i sindaci del Teramano. «Accetteranno passivamente tutto ciò? Non basta fare un mero calcolo numerico per ridistribuire i profughi o i richiedenti asilo politico», evidenzia, «occorre tenere presente anche le specifiche caratteristiche territoriali». Il dirigente provinciale del partito Federico Carboni sottolinea che « il popolo teramano nel corso degli ultimi anni si è sempre distinto per la sua ospitalità facendo la sua parte così come gli veniva chiesto: oggi però sta vivendo un grande disagio che si ripercuote sui cittadini». L’esponente di Fdi-An ha fa notare inoltre che «molti comuni sono in dissesto finanziario, con anticipazioni di cassa da far rabbrividire, da non riuscire nemmeno a gestire l’ordinaria amministrazione, a raccogliere la spazzatura o riparare le buche nelle strade, oltre a non avere strutture idonee». (g.d.m.)