Frode alla Asl, nel mirino 50 interventi

19 Novembre 2020

Sono quelli per cui, secondo l’accusa, sono stati acquistati dispositivi non usati. La difesa dell’ex primario va al Riesame

TERAMO. Le accuse della Procura, tutte ancora da dimostrare, si concentrano su cinquanta interventi chirurgici che tra fine 2016 e settembre 2018 sono stati eseguiti nel reparto di radiologia interventistica. Per questi, sostengono i pm, sarebbero stati fatti risultare su documenti ufficiali dei dispositivi medici fittiziamente impiantati ai pazienti. Ovvero, secondo l’autorità giudiziaria, presìdi medici che sarebbero stati acquistati ma mai usati. In particolare cateteri, spirali e stent. Nell’inchiesta dei sostituti procuratori Stefano Giovagnoni e Silvia Scamurra sono indagati in sette tra cui l’ex primario di radiologia dell’ospedale teramano Vincenzo Di Egidio (ora in servizio all’ospedale di Pescara), dipendenti dell’azienda sanitaria e rappresentanti di quattro società distributrici di dispositivi medici. A tutti la Procura contesta i reati di truffa e falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico. Nei giorni scorsi il nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza ha eseguito un sequestro di 264mila euro tra somme di denaro e beni nella disponibilità degli indagati in attuazione di un decreto di sequestro preventivo per equivalente disposto dal gip Roberto Veneziano in accoglimento della richiesta fatta dalla Procura.
Secondo inquirenti e investigatori, infatti, l’entità della truffa messa a segno ai danni della Asl (che due anni fa segnalò il caso all’autorità giudiziaria con una denuncia dello scomparso direttore generale Roberto Fagnano e dell’attuale direttore Maurizio Di Giosia all’epoca direttore amministrativo) sarebbe risultato proprio di 264mila euro considerando i soli dispositivi medici fittiziamente ordinati, fatturati e pagati. In sede di indagini preliminari è emerso che ulteriori dispositivi medici per un importo di 82mila euro sono finiti nello stesso meccanismo ma – sempre secondo l’accusa – ma non essendo mai stati fatturati dalle case farmaceutiche a seguito di contestazioni mosse dal servizio della farmacia ospedaliera questo importo non è stato pagato.
Intanto la difesa di Di Egidio, rappresentata dagli avvocati Roberto Conte e Antonio Di Bitonto, annuncia che impugnerà il provvedimento del sequestro in sede di Riesame. L’avvocato Conte così dichiara: «L’amarezza del mio assistito potrà essere lenita solo quando tutti coloro che a qualsiasi titolo sono coinvolti in questo accanimento da tempo si confronteranno con le loro rispettive responsabilità nelle sedi opportune. Stampa compresa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA