Frode e riciclaggio, acquisti anche a Teramo

12 Luglio 2018

Tra i beni sequestrati a un noto imprenditore di Bitonto ci sono appartamenti di lusso

TERAMO. Tocca anche Teramo la maxi inchiesta per frode e riciclaggio partita dalla Dia di Bari e che ha portato al sequestro di beni per 31 milioni di euro, tra immobili, società, ristoranti, conti correnti, auto e moto a 25 indagati. Inchiesta che ruota intorno alla figura dell’imprenditore di Bitonto Francesco Giordano che, secondo l’accusa, avrebbe riciclato il denaro derivante dalla milionaria evasione (stimata in oltre 26 milioni di euro dal 2014 al 2017) grazie ad aziende cartiere, ritenute satelliti della sua società consortile per azioni specializzata in macellazione di carni. Gli investigatori, coordinati dal pm della Dda di Bari Isabella Ginefra, hanno accertato che l'evasione fiscale veniva dissimulata grazie alla creazione di società fittizie intestate a prestanome, in buona parte familiari di Giordano, le cui casse venivano sistematicamente svuotate con prelievi notturni di contanti dai bancomat. Così l'imprenditore e i suoi sodali avrebbero acquistato ville e appartamenti lussuosi a Bari, Milano, Biella, Vercelli e Teramo, 13 tra moto e macchine, tra le quali anche una Porsche Cayenne, quattro ristoranti e decine di polizze assicurative. Tutto questo capitale, insieme con le quote di 29 società e 100 conti correnti, è stato sottoposto a sequestro preventivo.